sabato 24 maggio 2014

Sindrome aerotossica su un volo della U.S. Airways



La sindrome aerotossica è un insieme di sintomi collegati alle operazioni chimiche. Gli episodi che riguardano questo problema sono sempre più frequenti tra passeggeri e personale di bordo, sebbene di rado la cronaca ne dia conto, a causa della censura sul tema. Infatti non pochi viaggiatori ci hanno riferito di aver accusato malesseri dovuti all’inalazione di composti chimici che tendono a contaminare l’aria della cabina passeggeri e della stessa cabina di pilotaggio, aria prelevata dall’esterno e, precisamente, da una o più gondole motore. I responsabili delle compagnie aeree e degli scali ogni volta promettono che si compiranno indagini. Dubitiamo che tale indagini, se mai verranno condotte, porteranno a conclusioni veritiere. E' interessante notare come gli stessi piloti operino repentine cabrate, al fine di superare gli strati di copertura igroscopica altamente neurotossici. Sono sottili coltri presenti a circa 1.700 metri di quota ed in specialmodo create ad hoc durante interventi atti ad inibire le perturbazioni in arrivo dall'Atlantico. In questi due casi le precauzioni non sono state evidetemente sufficienti.



Un altro volo, dopo che era decollato dall’Italia è stato dirottato su Dublino, perché diversi componenti dell’equipaggio hanno mostrato strani sintomi. E’ la seconda volta in meno di due settimane in cui un aereo, partito da Venezia con destinazione Philadelphia, deve essere diretto su uno scalo intermedio, a causa di ‘malati’ a bordo.

Durante il volo, alcuni assistenti hanno accusato nausea, senso di stordimento, vertigini. Il velivolo perciò è stato costretto ad atterrare a Dublino. Al momento non è noto che cosa abbia causato il problema. L’inchiesta è in corso.

Dopo l'atterraggio a Dublino nel pomeriggio di lunedì 19 maggio, i componenti dell'equipaggio sono stati esaminati da alcuni medici che hanno dato loro il permesso di tornare a casa. I responsabili della compagnia hanno riassegnato i passeggeri ad altri vettori.

Un analogo episodio si era verificato circa due settimane prima, in concomitanza con pesanti operazioni di geoingegneria clandestina, riscontrabili dalle mappe satellitari del periodo: quella volta gli steward e le hostess avevano lamentato nausea, lacrimazione e vertigini.

Fonte: News.com

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Campagna dei piloti contro la sindrome aerotossica, 2011

venerdì 16 maggio 2014

Manipolazione Mentale


La manipolazione mentale è un arma silenziosa ma nello stesso tempo potentissima.
Goethe affermava che nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo. Questa è la condizione principale in cui si trova chi viene manipolato psicologicamente, ciò chi pensa e agisce, senza che se ne renda conto, in virtù non delle proprie spinte e desideri ma di quelli della persona che lo manipola. La manipolazione può avvenire sia all’interno di piccoli sistemi, come quello di coppia, familiare o lavorativo che in grandi sistemi, come ad esempio la società. 
La manipolazione avviene anche su grandi sistemi, come la società, e le tecniche utilizzate sono tantissime, soprattutto quella della comunicazione: oggi la maggior parte della comunicazione non informa oggettivamente, ma cerca di influenzare le scelte e i gusti dei consumatori, degli elettori, ecc.. I manipolatori per veicolare le loro informazioni mantengono viva l’attenzione della gente agendo direttamente sull’emotività, scambiando la comunicazione con “l’intrattenimento”. Ed ecco che all’informazione oggettiva si sostituiscono programmi televisivi che catturano l’emotività (storie di delitti, incidenti, episodi criminali, scandali politici) per lunghi periodi, togliendo spazio alle cose realmente importanti per tutto il sistema. Lo scopo è quello di produrre compliance, cioè conformazione da parte delle persone in maniera volontaria, cioè tramite manipolazione, piuttosto che forzatamente (con dittature o colpi di stato). Dai piccoli ai grandi sistemi, quanto siamo realmente liberi di scegliere? O quanto manipolatori?
Nel 1953 il direttore della C.I.A., Allen Dulles (che diresse la C.I.A. fino al 1961), autorizzò il programma MKULTRA finanziando diversi progetti intesi a realizzare il controllo mentale degli esseri umani tramite l'uso di ipnosi, droghe psicotrope, elettroshock, lobotomie, suggestioni subliminali indotte, nonché combinazioni varie di queste tecniche tra loro.
Nonostante la prova di attività illecite e flagranti violazioni alla Costituzione Americana e alla carta dei Diritti dell'Uomo, nonostante le prove e le confessioni di uso indiscriminato di L.S.D. su soggetti ignari, la Commissione Senatoriale, istituita nel 1975 dal presidente Gerald Ford, non portò a decisioni significative e ben poco mutò all'interno della C.I.A. La Commissione era presieduta dal vice-presidente americano Nelson Rockefeller, il che dette origine al diffuso punto di vista sarcastico che "la volpe era stata nominata a guardia dell'ovile"Rockefeller... un nome da tenere a mente!
Alla base della società contemporanea vi è l'utilizzo costante e scientifico di tecniche sempre più sofisticate di manipolazione per plagiare le menti e ottenere il consenso. 
Il controllo si presenta sotto forma di "mode" e tendenze culturali apparentemente spontanee, attraverso cui gli architetti del mondialismo plasmano la mentalità e il pensiero della masse.
Dai primi esperimenti di manipolazione mentale del dopoguerra alla “rivoluzione culturale” degli anni ’60; dalla “nuova morale sessuale” all’ideologia di genere; dalla nascita dell’arte contemporanea alla genesi delle rivoluzioni “democratiche” nei paesi dell’est europeo e del Medio Oriente; dal sorgere della “nuova spiritualità” allo sviluppo dei Fondamentalismi Religiosi, la maggior parte delle nostre scelte non è realmente nostra!
Dopo il successo di "Governo Globale", gli autori Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta tornano ad approfondire le tappe ideologiche del mondialismo, spiegando gli influssi e le tecniche di condizionamento utilizzate dai Poteri Forti per costruire mode e tendenze volte a influenzare e pilotare la mentalità delle masse.
«Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato»,
scriveva profeticamente George Orwell in 1984
I grandi cambiamenti culturali che l’umanità affronta da decenni non sono né spontanei né casuali
ma sapientemente “fabbricati” dai Poteri Forti.
Chi controlla il tuo immaginario controlla la tua volontà!

martedì 22 aprile 2014

Ciò che la mente separa il cuore unisce

Siamo uniti nella divisione, ognuno pensa a se stesso, colui che non si immedesima nel prossimo è estraneo a se stesso, la vita è una ruota e per quella ruota passeremo tutti.
Se usassimo il buon senso, il cuore, l'unione, il Mondo sarebbe una Meraviglia. in sistema ci controlla singolarmente per avere il controllo di massa. E dal singolo che deve partire l'intento di Essere libero, dal piccolo si fanno cose grandi.
Abbiate cuore nel poter e voler cambiare!


LA VOSTRA VITA DI MERDA IN 3 MINUTI

Ripropongo questo video nella quale viene descritta la vita angosciante dell'essere umano, schiavo di un sistema che lo costringe a vendere la sua vita, e quindi il suo tempo libero, in cambio della sopravvivenza!

venerdì 4 aprile 2014

La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?

8 marzo 2014. Del Boeing 777 - 2H6ER, decollato dall’aeroporto di Kuala Lumpur (Malaysia, ex Malesia), pista 32R, e diretto a Pechino, circa 40 minuti più tardi, mentre sorvola il Golfo di Thailandia, si perde il contatto radar.



Nessuna chiamata di soccorso o qualsiasi altro tipo di messaggio è inviato dall'equipaggio. L'ultima comunicazione perviene alla 01:07 LT (ora locale) e non contiene riferimenti ad alcun problema o avaria. Alle ore 01:19 LT è registrata l'ultima trasmissione radio con il comandante che dice: "Va bene, buona notte”. Alle ore 01:20 LT, il transponder viene spento; l' ultimo contatto radar è delle ore 01:30 LT. Si suppone che, dopo essere sparito dal radar, l’aereo abbia continuato a viaggiare per alcune ore, incrociando in direzione opposta a quella programmata nel piano di volo, probabilmente verso sud, sopra l'Oceano Indiano.

Nei quattro giorni successivi non si riesce in alcun modo a localizzare il velivolo né a reperire i rottami. Cina, Thailandia, Vietnam, Malaysia, Australia e Filippine continuano le ricerche, ma invano.

Il 24 marzo, il Primo ministro malese annuncia che, in base ai dati satellitari, è stabilito che il volo MH370 si è concluso nell'Oceano Indiano, a circa 2.600 km ad ovest di Perth (Australia). Data la situazione, le autorità della Malaysia ritengono che non esista alcuna possibilità di trovare superstiti tra i 239 occupanti, 227 passeggeri e 12 componenti l’equipaggio.

Questa è la ricostruzione degli eventi, secondo le fonti ufficiali che, come sempre, sono da prendere almeno con il beneficio del dubbio. Sul caso sono stati scritti già molti articoli, in cui si ventilano le ipotesi più disparate, talora bislacche. Il problema, in queste circostanze, è abnorme: chi può, infatti, tra i ricercatori indipendenti recarsi in loco per investigare? Ergo ci si deve affidare al proprio fiuto, raccogliere qualche tessera sparsa per tentare di ricostruire la dinamica dell’incidente aereo. E’ operazione improba, soprattutto perché le notizie delle agenzie di stampa sono un rumore di fondo. Si può dunque soltanto ricorrere all’abduzione, con tutti i vantaggi ed i limiti di questo metodo.



E’ lecito congetturare che il vettore sia stato dirottato e costretto ad atterrare nello scalo di Diego Garcia, isola dell’Oceano Indiano, appartenente agli Stati Uniti? Un dato di fatto è il seguente: sul velivolo viaggiavano venti tecnici esperti in guerra elettronica. Erano in procinto di stipulare in Cina dei contratti con aziende i cui interessi riguardano sofisticate tecnologie militari? E’ possibile, come è possibile che i servizi segreti occidentali abbiano deciso di impedire che ciò accadesse, ricorrendo alle contromisure da loro considerate necessarie. [1]

In un quadro tanto confuso ed intricato, un aspetto è chiaro. Quando i media di regime asseriscono che è stato impossibile individuare il velivolo o i rottami, dopo l’1:30 di quella fatidica notte, dimenticano di ricordare un dato incontrovertibile: i sistemi di rilevazione a terra e satellitari garantiscono che nessun velivolo possa “eclissarsi”. Se gli apparati radar ed i satelliti non hanno rilevato l’apparecchio significa che qualcuno non ha voluto che fosse localizzato. Oggigiorno i satelliti possono persino leggere la targa di un autoveicolo, individuare in una foresta sperduta un lupo munito di ricetrasmettitore a radiofrequenza. D’altronde l’atmosfera è resa elettroconduttiva con metalli quali bario ed alluminio, in modo che i segnali elettromagnetici possano essere trasmessi e registrati con stupefacente efficienza. Nulla può sfuggire a questo sistema di controllo integrato, neppure un debole segnale simile ad un ferormone che un insetto percepisce anche a notevole distanza.

Composti chimici, nanosensori, sistemi di identificazione creano una rete utile ad identificare strumentazioni e “impronte” elettromagnetiche di qualsiasi tipo, anche “insignificanti”. Dobbiamo credere che non siano stati in grado di rilevare un Boeing 777 che lascia per molto tempo, attraverso le due scatole nere [2], una “traccia” elettromagnetica indelebile? Il sistema GPS è usato dagli automobilisti per programmare un itinerario da seguire e per raggiungere la meta prefissata con un margine di errore minimo, ma non si riesce a trovare il volo MH-370? Non è credibile.

Si può cancellare un segnale o creare delle interferenze (jamming) che impediscano la localizzazione, ma ciò implica che una longa manus abbia deciso di far sparire dai radar l’aeroplano malese per ragioni su cui, per ora, si può soltanto speculare.


[1] Sul tema si legga Ombre sul volo MH370, 2014

[2] Con la locuzione "scatola nera" si indicano comunemente i dispositivi elettronici di registrazione dei dati installati in un aeromobile o una imbarcazione con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente. Leggi qui i dettagli.
Fonte: http://www.tankerenemy.com/2014/03/la-scomparsa-del-volo-mh-370-e-la.html

sabato 29 marzo 2014

Intossicazione da Metalli pesanti e la Terapia Chelante

metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi: tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico.
Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossinanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.
Possiamo scegliere di mangiare cibi biologici dove sicuramente non sono usati pesticidi, erbicidi e fertilizzati che contengono metalli: purtroppo le acque dei fiumi e della pioggia sono inquinate e quindi finiscono irrimediabilmente anche nelle coltivazioni biologiche, soprattutto dove la coltivazione è circondata da altre coltivazioni in cui queste sostanze chimiche sono usate.
I metalli pesanti sono nelle pentole (in alluminio, acciaio con nichel) nei cibi e addirittura nei farmaci (ad esempio gli antiacidi contenenti idrossido di alluminio come il MAALOX), nei vaccini e nei cosmetici. Ogni giorno, ogni giorno accumuliamo e accumuliamo sempre di più metalli pesanti nel corpo che bloccano l´attività di numerosi complessi enzimatici, mentre l´eliminazione avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione, allattamento (!!), ecc. I metalli si concentrano, danneggiandoli, in particolare in alcuni organi ( come cervello, fegato e reni) e nelle ossa, e sono spesso un fattore aggravante, quando non determinante, in numerose malattie croniche.
Possiamo scegliere di non usare cosmetici che contengono dentro meno sostanze chimiche possibile, e lo stesso per tutti gli altri prodotti.
Per le pentole, l'uso dell'alluminio è da escludere, lo stesso per quelle in ceramica che contengono delle nanoparticelle che vanno a finire nei cibi. L'acciaio inox 18/10 contiene il 18% di Cromo ed il 10% di Nichel.  Il Cromo è un metallo pesante che è tossico anche a dosi bassissime
I metalli pesanti vengono inoltre spruzzati con le scie chimiche finendo nell'aria, nell'acqua e nel terreno che alimenta gli animali, gli ortaggi, la frutta e tutte le coltivazioni.
L’elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la capacità detossificante del nostro organismo, il quale non ce la fa più a fronteggiare un simile avvelenamento e va in affanno con il risultato che questi metalli pesanti rimangono imprigionati nel nostro corpo provocando numerosissimi danni.
La ricerca scientifica ha ormai ampiamente dimostrato che alcune patologie sono strettamente legate all’inquinamento ambientale: cancro, Alzheimer, aterosclerosi sono solo un esempio. Il realtà l’entità e la tipologia del danno provocato dai metalli pesanti dipende dalla quantità degli stessi e dalle sedi di accumulo (ossa, fegato, rene, Sistema Nervoso Centrale, tessuto adiposo).
In ogni caso una caratteristica dei metalli pesanti è quella di riuscire a bloccare l’attività di molti complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico.
I metalli tossici vengono da molti definiti come “killer subdoli” poiché si sostituiscono nell’organismo ai minerali necessari per la vita, alterando funzioni e strutture biologiche.

Il concetto di sostituzione degli elementi vitali con altri meno idonei è un principio di base della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Esaminato sotto questo profili, il principio della sostituzione da un minerale ad un metallo tossico, può essere visto come un meccanismo di adattamento. L’accumulo dei metalli tossici nel nostro organismo, si può spiegare, come un processo adattativo che si innesca nei casi in cui si debba fronteggiare una carenza di elementi vitali.

L’organismo che si trova ad affrontare una mancanza di minerali o vitamine indispensabili per la salute, ricorre ai metalli tossici, che li sostituiscono nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici. Si tratta di un processo subdolo, poiché in qualche modo è il nostro stesso organismo che apre la strada ai suoi nemici e li posiziona proprio nelle componenti più vitali e indispensabili.

Intossicazioni acute e intossicazioni croniche:
non sono la stessa cosa.
L'esposizione ai metalli tossici viene generalmente classificata in base alla sua durata in giorni.
Le modalità che l'esposizione così definita può assumere sono:
- acuta — da 1 a 14 giorni
- intermedia — da 15 a 354 giorni
- cronica — maggiore di 365 giorni
Solitamente l'evento acuto è imprevisto e inaspettato: riguarda un'esposizione in ambienti nei quali si riscontrano livelli alti del metallo, come può avvenire nel caso di una sua fuoriuscita (a volte anche copiosa) da un impianto industriale, in laboratorio o in fase di trasporto. Le fuoriuscite sono generalmente attribuibili a incidenti e alla mancata applicazione delle dovute precauzioni.
In passato ci sono stati molti incidenti causati dal mercurio liquido che si usava nei termometri (il mercurio liquido sembra argento, spesso molto attraente per un bambino).
Un’esposizione cronica invece è continua, costante e ripetuta ma in “dosi minuscole”, che tuttavia con il passare del tempo si accumulano nell’organismo in quantità non più tanto piccole.
Quanto alle intossicazioni intermedie, non sono molto frequenti.
La medicina convenzionale conosce da molto tempo, e di conseguenza tratta, le intossicazioni acute da metalli tossici.
L’esempio più noto, citato nei testi medici di varie specializzazioni, è l’intossicazione da piombo in dosi notevoli. Vengono invece in genere presi in considerazione con minore attenzione i potenziali danni, lievi ma persistenti, provocati da fattori nocivi, in questo caso i metalli tossici che, pur in dosaggi minimi, sono costantemente presenti nell’ambiente e infine provocano anch’essi dei danni alla salute.
Questa tendenza della medicina a prendere in considerazione più i problemi medici acuti che non quelli cronici è dovuta al fatto che i sintomi di un problema acuto di solito sono relativamente eclatanti ed evidenti, ed è difficile non notarli.
Un fenomeno nocivo cronico, invece, come quello provocato dai metalli tossici in dosaggi minimi ma quotidiani o quasi, è costante ma “semi-nascosto”, poiché questi metalli piano piano si accumulano sempre di più nell’organismo in modo subdolo, subclinico e non sempre facilmente rilevabile. Può pertanto essere difficile per un soggetto avvertire, percepire e rendersi conto dell’oscura presenza dei metalli tossici.
Accumulandosi “silenziosamente” nei tessuti, con il passare del tempo questo tipo di accumulo, definito per l’appunto cronico, può tuttavia essere ancora più dannoso rispetto a un singolo evento acuto.
Generalmente in medicina prevale la mentalità del crisis management, ovvero della gestione della crisi o dell’evento acuto, in quanto in questi casi si interviene con maggiore facilità, seguendo specifici protocolli e linee-guida, anche se i fattori che hanno scatenato l’evento potrebbero non essere facilmente identificabili e trattabili.

I Radicali Liberi

Inoltre, l’accumulo di metalli pesanti induce la formazione di Radicali Liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano Radicali Liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
I Radicali Liberi sono molecole costituite da atomi fortemente instabili in quanto mancano di un elettrone. Per raggiungere la stabilità questi atomi vanno alla ricerca spasmodica dell’elettrone mancante: attaccano qualsiasi molecola con cui vengono in contatto al fine di rubarle proprio l’elettrone mancante. Quando un Radicale Libero strappa un elettrone ad un’altra molecola (ossidazione) finalmente raggiunge la stabilità, ma la molecola derubata (ossidata) diventa un Radicale Libero a sua volta perché ha ora un elettrone in meno. Questo nuovo Radicale cercherà, quindi, anch’esso un’altra molecola a cui strappare l’elettrone e così via. (Reazione Radicalica a Catena) La Reazione a Catena si blocca grazie all’intervento di molecole anti-ossidanti che, con diversi metodi, riescono a neutralizzare i Radicali Liberi.
La cellula produce quotidianamente Radicali Liberi (ogni cellula produce da 1 a 3 miliardi di Radicali Liberi al giorno) durante i normali processi metabolici. I radicali liberi prodotti dalle cellule vengono eliminati dagli anti-ossidanti prodotti dalle cellule stesse. Il problema sono i radicali liberi che si formano a causa dello stress ossidativo ovvero quelli che derivano dall'esterno a causa di stili di vita non salutari. Ad esempio una sola sigaretta produce 10 miliardi di Radicali Liberi.
Normalmente, queste specie sono rapidamente rimosse prima che possano causare disfunzioni cellulari ed eventualmente morte della cellula. Lo stress ossidativo e la manzanza di antiossidanti induce i radicali liberi a colpire i principali componenti cellulari come lipidi, proteine, carboidrati e DNA. Questo fenomeno è stato associato strettamente a una serie di patologie umane come malattie cardiovascolari, diabete, cancro e malattie neurodegenerative [Halliwell and Cross (1994); Bray (1999); Forsberg et al. (2001)].

Per eliminare i radicali liberi è necessario migliorare il proprio stile di vita:
  • evitare fumo
  • ridurre alcool
  • condurre una vita senza stress
  • eliminare i  metalli pesanti dall'organismo
  • mangiare frutta e verdura, in particolare quella che contiene le vitamine A, C, E
    • VITAMINA C Pomodori, Agrumi, Peperoni, Broccoli, kiwi, ortaggi a foglia verde…
    • VITAMINA A Fegato, carote, uova, albicocche, formaggi, pesce:salmone e sardine, latte intero…
    • VITAMINA E Olio d’oliva, germe di grano, olio di mais, olio di soia, olio di girasole, olio di arachide, noci, noccioline….
  • Assumere Bioflavonoidi: QUERCITINA : vino rosso, cipolla rossa, thè verde, mirtilli, mele RUTINA : grano saraceno, vino rosso, menta ANTOCIANINE : ribes, ciliegie, cavoli, uva, fragole, banane, asparagi, piselli, pere, patate
  • Assumere  Carotenoidi: CAROTENE : carote LICOPENE : pomodori, pompelmo rosa, melone LUTEINA :cavoli, spinaci, broccoli, zucchine, piselli. ZEAXANTINA : grano, tuorlo d’uovo, peperoni rossi, mango, succo d’arancia Il LICOPENE è il più potente carotenoide conosciuto e il pomodoro è l’alimento che ne contiene di più (1 pomodoro medio contiene 3,7 mg di licopene). Il LICOPENE ha un’azione anticancerogena 10 volte più potente del betacarotene. Possiede un’azione protettiva contro l’ossidazione delle LDL (il pomodoro protegge dalla formazione delle placche). Uno studio ha dimostrato che mangiando pomodori 10 volte alla settimana si ha una riduzione del 45% del cancro alla prostata (Giovannucci e coll., J. National Can. Istit. 1995; 87:1767 – 1776). La LUTEINA e la ZEAXANTINA proteggono le cellule della retina dalla degenerazione maculare

Vademecum: quali sono gli effetti dei principali metalli tossici

  • Allumino: danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria, autismo.
  • Antimonio: danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco.
  • Arsenico: cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle.
  • Bario: ipertensione, paralisi.
  • Bismuto: dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea.
  • Cadmio: diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici, tumore.
  • Cromo: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare.
  • Rame: irritazioni al naso, bocca ed occhi; cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni. Emicranie croniche
  • Gallio: irritazione alla gola, difficoltà respiratorie, dolori alla cassa toracica.
  • Afnio: irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose.
  • Indio: danni al cuore, reni e fegato.
  • Iridio: irritazione agli occhi e al tratto digestivo.
  • Lantanio: cancro polmonare, danni al fegato.
  • Piombo: danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficoltà di apprendimento, distruzione del sistema nervoso.
  • Manganese : turbe alla coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro.
  • Mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA.
  • Nickel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle.
  • Palladio: altamente tossico e cancerogeno, irritante per le mucose.
  • Platino: alterazioni del DNA, cancro, danni all’intestino e reni.
  • Rodio: macchie alla pelle, potenzialmente tossico e sospetto cancerogeno.
  • Rutenio: altamente tossico e cancerogeno, danni alle ossa.
  • Scandio: embolia polmonare, danni al fegato.
  • Stronzio: cancro ai polmoni, nei bambini difficoltà di sviluppo delle ossa.
  • Tantalio: irritazione agli occhi e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore.
  • Tallio: danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi.
  • Stagno: irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficoltà ad urinare.
  • Tungsteno: danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi.
  • Vanadio: disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino.
  • Ittrio : altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato. 
 LA TERAPIA CHELANTE  
La procedura standard per la rimozione dei metalli pesanti del corpo è detta "CHELAZIONE."
Un metodo scientificamente provato per prevenire gli effetti nocivi dei metalli pesanti e delle tossine presenti nell'ambiente e curare i danni da essi provocati alla nostra salute.
 La Terapia Chelante non è un trattamento nuovo. È stata applicata per la prima volta negli Stati Uniti per trattare le intossicazioni da piombo e, facendolo, si è osservato che i pazienti che oltre all’intossicazione avevano arteriosclerosi notavano un miglioramento generale della propria salute. La loro angina diminuiva, la memoria, la vista, l’udito e l’olfatto miglioravano e, nella maggior parte dei casi, si sentivano più forti. Con l’accumularsi di questo tipo di osservazioni, diversi medici con idee avanzate come Elmer Cranton negli Stati Uniti, nei cui libri si trovano la maggior parte di queste idee, cominciarono a trattare i loro pazienti vascolari con questo metodo, riportando consistenti miglioramento.
 
La dott.ssa Fiamma Ferraro, esperta di terapia chelante, ne parlerà ampiamente in questa straordinaria opera presentando le misure di prevenzione e le terapie dirette a liberare il nostro corpo del carico di metalli ed altri elementi tossici che tutti, con il passare degli anni, inevitabilmente accumuliamo.
“Viviamo in un mondo tossico, ma non dobbiamo per forza vivere anche in un corpo tossico”

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: La Terapia Chelante





L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.d
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf

Il volo scomparso ...

Quindi c’era una ventina di dipendenti del gruppo Freescale a bordo del Boeing 777 delle Malaysia Airlines. Erano in viaggio per una riunione di lavoro a Pechino. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Greg Loewe, l’ha annunciato in un comunicato stampa affermando che dodici di loro erano di nazionalità malese, otto cittadini cinesi. La Freescale Semiconductor è un’azienda di Austin. Ha un team di specialisti dedicato alla Difesa. Prodotti commerciali Freescale coprono diverse aree:
•  Comunicazioni sul campo di battaglia
•  Avionica
•  Bande radar HF, L e S
•  Missili
•  Guerra elettronica
•  Identificazione amico o nemico (IFF)
OK…
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Le strutture dei biofilm e la loro importanza per la salute umana

In tempi relativamente recenti la scienza, la medicina e la microbiologia hanno scoperto le strtture dei cosiddetti "biofilm", ovvero aggregazioni di organismi unicellulari che spesso divengono così complesse da poter essere considerate quasi come un unico organismo vivente, in maniera non molto differente da come avviene per le spugne.
Si tratta di particolari strutture che aderiscono a superfici sia biologiche (come per esempio le pareti dell'intestino) che artificiali (come ad esempio la parete interna di un catetere), costituite di una matrice polimerica composta di polisaccaridi all'interno della quale vivono colonie di micro-organismi. Quando il numero delle cellule presenti nella colonia supera un certo livello (quorum) tra le diverse cellule vengono scambiati persino molecole chimiche che hanno funzione di trasmettitori, ma vengono scambiati anche materiali genetici. A tale scopo i biofilm presentano spesso dei veri e propri canali che potremmo anche vedere come un rozzo apparato circolatorio, nervoso, escretore.

La matrice a base di polisaccaride del biofilm è caricata negativamente, e sono frammisti ai polisaccaridi degli ioni metallici positivi di calcio manganese e ferro che ne permettono la coesione. Si crea così una struttura che protegge gli organismi unicellulari da radiazioni e agenti chimici, ma anche dall'effetto degli antibiotici e dall'azione del sistema immunitario dell'organismo che li ospita.
Ed è proprio questo aspetto che rende importantissima la presenza dei biofilm nell'organismo umano quando essi sono formati da batteri patogeni oppure da batteri commensali che, in soggetti immunodepressi, subiscono una proliferazione eccessiva. Lo stesso batterio nella sua forma libera (o planctonica) può essere abbastanza facilmente identificato e colpito da un sistema immunitario efficiente o dai farmaci (come gli antibiotici), ma all'interno del biofilm può diventare 100 volte più resistente.

Ciò vuol dire che a volte i focolai infettivi responsabili di una certa patologia non sono esterni ma interni, e che non possono essere eliminati fintanto che non vengono eliminati i biofilm.  In effetti sebbene molte cellule trovino rifugio all'interno del biofilm esse vivono in equilibrio con un numero variabile di individui liberi (planctoniche) dello stesso batterio  che si staccano dal biofilm stesso. Di conseguenza molte malattie croniche e/o autoimmuni possono essere causate da agenti patogeni che, riparati nella struttura del biofilm, non si riescono ad eliminare. La struttura del biofilm, che ripara i patogeni, è quindi fortemente correlata al problema della disbiosi intestinale e della sua risoluzione, ma anche a problematiche dentali, dal momento che anche la famosa placca dentale è stata recentemente riconsiderata come una struttura a base di biofilm.

I biofilm infatti non hanno una membrana esterna proteica e proprio per questo motivo il sistema immunitario non li riconosce come un pericolo e non li attacca. Da notare per altro che l'integrazione di calcio ferro e manganese (elementi cardine della struttura del biofilm) può essere controproducente.

Un metodo chimico-farmaceutico di aggredire il biofilm (un metodo che presenta diversi effetti collaterali ovviamente) è quello di rompere i legami a base di ioni metallici con il chelante L'EDTA in modo che i batteri non siano più protetti e di somministrare quindi un antibiotico per eliminarli.
Secondo quando scritto da Kerri Rivera nel suo libro (che descrive un protocollo per la guarigione dall'autismo, ma anche da molte malattie causate da disbiosi e parassitosi), il biossido di cloro somministrato per via orale e per via rettale (in opportune basse diluizioni) ha la duplice funzione di distruggere la coesione della matrice del biofilm e di aggredire i patogeni che ne fuoriescono. La conferma di questa affermazione avviene dalla Lenntech, azienda che si occupa di trattamento e purificazione dell'acqua, la quale nel suo sito riferisce espressamente:
"È stato dimostrato oltre ogni dubbio che il biossido di cloro rimuove il biofilm dai sistemi acquosi e ne impedisce la formazione una volta dosato ad un basso livello continuo. L'ipoclorito d'altra parte si è rivelato avere scarso effetto sui biofilm."
Si tratterebbe quindi di un'alternativa molto più naturale e che presenta come effetti collaterali solo una eventuale reazione di Herheimer. Da notare che la reazione di Herxheimer non è un vero e proprio effetto collaterale, ma è una sorta di reazione di disintossicazione, che però a volte può essere anche molto pesante; è possibile evitarla iniziando con dosi molto ma molto basse e poi piano piano andando ad aumentare.




Per approfondimenti sui biofilm vedi anche i documenti seguenti

Biofilm microbici, formazione e funzioni

Biofilm batterici

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