venerdì 4 aprile 2014

La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?

8 marzo 2014. Del Boeing 777 - 2H6ER, decollato dall’aeroporto di Kuala Lumpur (Malaysia, ex Malesia), pista 32R, e diretto a Pechino, circa 40 minuti più tardi, mentre sorvola il Golfo di Thailandia, si perde il contatto radar.



Nessuna chiamata di soccorso o qualsiasi altro tipo di messaggio è inviato dall'equipaggio. L'ultima comunicazione perviene alla 01:07 LT (ora locale) e non contiene riferimenti ad alcun problema o avaria. Alle ore 01:19 LT è registrata l'ultima trasmissione radio con il comandante che dice: "Va bene, buona notte”. Alle ore 01:20 LT, il transponder viene spento; l' ultimo contatto radar è delle ore 01:30 LT. Si suppone che, dopo essere sparito dal radar, l’aereo abbia continuato a viaggiare per alcune ore, incrociando in direzione opposta a quella programmata nel piano di volo, probabilmente verso sud, sopra l'Oceano Indiano.

Nei quattro giorni successivi non si riesce in alcun modo a localizzare il velivolo né a reperire i rottami. Cina, Thailandia, Vietnam, Malaysia, Australia e Filippine continuano le ricerche, ma invano.

Il 24 marzo, il Primo ministro malese annuncia che, in base ai dati satellitari, è stabilito che il volo MH370 si è concluso nell'Oceano Indiano, a circa 2.600 km ad ovest di Perth (Australia). Data la situazione, le autorità della Malaysia ritengono che non esista alcuna possibilità di trovare superstiti tra i 239 occupanti, 227 passeggeri e 12 componenti l’equipaggio.

Questa è la ricostruzione degli eventi, secondo le fonti ufficiali che, come sempre, sono da prendere almeno con il beneficio del dubbio. Sul caso sono stati scritti già molti articoli, in cui si ventilano le ipotesi più disparate, talora bislacche. Il problema, in queste circostanze, è abnorme: chi può, infatti, tra i ricercatori indipendenti recarsi in loco per investigare? Ergo ci si deve affidare al proprio fiuto, raccogliere qualche tessera sparsa per tentare di ricostruire la dinamica dell’incidente aereo. E’ operazione improba, soprattutto perché le notizie delle agenzie di stampa sono un rumore di fondo. Si può dunque soltanto ricorrere all’abduzione, con tutti i vantaggi ed i limiti di questo metodo.



E’ lecito congetturare che il vettore sia stato dirottato e costretto ad atterrare nello scalo di Diego Garcia, isola dell’Oceano Indiano, appartenente agli Stati Uniti? Un dato di fatto è il seguente: sul velivolo viaggiavano venti tecnici esperti in guerra elettronica. Erano in procinto di stipulare in Cina dei contratti con aziende i cui interessi riguardano sofisticate tecnologie militari? E’ possibile, come è possibile che i servizi segreti occidentali abbiano deciso di impedire che ciò accadesse, ricorrendo alle contromisure da loro considerate necessarie. [1]

In un quadro tanto confuso ed intricato, un aspetto è chiaro. Quando i media di regime asseriscono che è stato impossibile individuare il velivolo o i rottami, dopo l’1:30 di quella fatidica notte, dimenticano di ricordare un dato incontrovertibile: i sistemi di rilevazione a terra e satellitari garantiscono che nessun velivolo possa “eclissarsi”. Se gli apparati radar ed i satelliti non hanno rilevato l’apparecchio significa che qualcuno non ha voluto che fosse localizzato. Oggigiorno i satelliti possono persino leggere la targa di un autoveicolo, individuare in una foresta sperduta un lupo munito di ricetrasmettitore a radiofrequenza. D’altronde l’atmosfera è resa elettroconduttiva con metalli quali bario ed alluminio, in modo che i segnali elettromagnetici possano essere trasmessi e registrati con stupefacente efficienza. Nulla può sfuggire a questo sistema di controllo integrato, neppure un debole segnale simile ad un ferormone che un insetto percepisce anche a notevole distanza.

Composti chimici, nanosensori, sistemi di identificazione creano una rete utile ad identificare strumentazioni e “impronte” elettromagnetiche di qualsiasi tipo, anche “insignificanti”. Dobbiamo credere che non siano stati in grado di rilevare un Boeing 777 che lascia per molto tempo, attraverso le due scatole nere [2], una “traccia” elettromagnetica indelebile? Il sistema GPS è usato dagli automobilisti per programmare un itinerario da seguire e per raggiungere la meta prefissata con un margine di errore minimo, ma non si riesce a trovare il volo MH-370? Non è credibile.

Si può cancellare un segnale o creare delle interferenze (jamming) che impediscano la localizzazione, ma ciò implica che una longa manus abbia deciso di far sparire dai radar l’aeroplano malese per ragioni su cui, per ora, si può soltanto speculare.


[1] Sul tema si legga Ombre sul volo MH370, 2014

[2] Con la locuzione "scatola nera" si indicano comunemente i dispositivi elettronici di registrazione dei dati installati in un aeromobile o una imbarcazione con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente. Leggi qui i dettagli.
Fonte: http://www.tankerenemy.com/2014/03/la-scomparsa-del-volo-mh-370-e-la.html

sabato 29 marzo 2014

Intossicazione da Metalli pesanti e la Terapia Chelante

metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi: tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico.
Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossinanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.
Possiamo scegliere di mangiare cibi biologici dove sicuramente non sono usati pesticidi, erbicidi e fertilizzati che contengono metalli: purtroppo le acque dei fiumi e della pioggia sono inquinate e quindi finiscono irrimediabilmente anche nelle coltivazioni biologiche, soprattutto dove la coltivazione è circondata da altre coltivazioni in cui queste sostanze chimiche sono usate.
I metalli pesanti sono nelle pentole (in alluminio, acciaio con nichel) nei cibi e addirittura nei farmaci (ad esempio gli antiacidi contenenti idrossido di alluminio come il MAALOX), nei vaccini e nei cosmetici. Ogni giorno, ogni giorno accumuliamo e accumuliamo sempre di più metalli pesanti nel corpo che bloccano l´attività di numerosi complessi enzimatici, mentre l´eliminazione avviene solo in minima parte, per salivazione, traspirazione, allattamento (!!), ecc. I metalli si concentrano, danneggiandoli, in particolare in alcuni organi ( come cervello, fegato e reni) e nelle ossa, e sono spesso un fattore aggravante, quando non determinante, in numerose malattie croniche.
Possiamo scegliere di non usare cosmetici che contengono dentro meno sostanze chimiche possibile, e lo stesso per tutti gli altri prodotti.
Per le pentole, l'uso dell'alluminio è da escludere, lo stesso per quelle in ceramica che contengono delle nanoparticelle che vanno a finire nei cibi. L'acciaio inox 18/10 contiene il 18% di Cromo ed il 10% di Nichel.  Il Cromo è un metallo pesante che è tossico anche a dosi bassissime
I metalli pesanti vengono inoltre spruzzati con le scie chimiche finendo nell'aria, nell'acqua e nel terreno che alimenta gli animali, gli ortaggi, la frutta e tutte le coltivazioni.
L’elevatissimo inquinamento ambientale nel quale viviamo mette a dura prova la capacità detossificante del nostro organismo, il quale non ce la fa più a fronteggiare un simile avvelenamento e va in affanno con il risultato che questi metalli pesanti rimangono imprigionati nel nostro corpo provocando numerosissimi danni.
La ricerca scientifica ha ormai ampiamente dimostrato che alcune patologie sono strettamente legate all’inquinamento ambientale: cancro, Alzheimer, aterosclerosi sono solo un esempio. Il realtà l’entità e la tipologia del danno provocato dai metalli pesanti dipende dalla quantità degli stessi e dalle sedi di accumulo (ossa, fegato, rene, Sistema Nervoso Centrale, tessuto adiposo).
In ogni caso una caratteristica dei metalli pesanti è quella di riuscire a bloccare l’attività di molti complessi enzimatici con conseguente danno metabolico ed energetico.
I metalli tossici vengono da molti definiti come “killer subdoli” poiché si sostituiscono nell’organismo ai minerali necessari per la vita, alterando funzioni e strutture biologiche.

Il concetto di sostituzione degli elementi vitali con altri meno idonei è un principio di base della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Esaminato sotto questo profili, il principio della sostituzione da un minerale ad un metallo tossico, può essere visto come un meccanismo di adattamento. L’accumulo dei metalli tossici nel nostro organismo, si può spiegare, come un processo adattativo che si innesca nei casi in cui si debba fronteggiare una carenza di elementi vitali.

L’organismo che si trova ad affrontare una mancanza di minerali o vitamine indispensabili per la salute, ricorre ai metalli tossici, che li sostituiscono nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici. Si tratta di un processo subdolo, poiché in qualche modo è il nostro stesso organismo che apre la strada ai suoi nemici e li posiziona proprio nelle componenti più vitali e indispensabili.

Intossicazioni acute e intossicazioni croniche:
non sono la stessa cosa.
L'esposizione ai metalli tossici viene generalmente classificata in base alla sua durata in giorni.
Le modalità che l'esposizione così definita può assumere sono:
- acuta — da 1 a 14 giorni
- intermedia — da 15 a 354 giorni
- cronica — maggiore di 365 giorni
Solitamente l'evento acuto è imprevisto e inaspettato: riguarda un'esposizione in ambienti nei quali si riscontrano livelli alti del metallo, come può avvenire nel caso di una sua fuoriuscita (a volte anche copiosa) da un impianto industriale, in laboratorio o in fase di trasporto. Le fuoriuscite sono generalmente attribuibili a incidenti e alla mancata applicazione delle dovute precauzioni.
In passato ci sono stati molti incidenti causati dal mercurio liquido che si usava nei termometri (il mercurio liquido sembra argento, spesso molto attraente per un bambino).
Un’esposizione cronica invece è continua, costante e ripetuta ma in “dosi minuscole”, che tuttavia con il passare del tempo si accumulano nell’organismo in quantità non più tanto piccole.
Quanto alle intossicazioni intermedie, non sono molto frequenti.
La medicina convenzionale conosce da molto tempo, e di conseguenza tratta, le intossicazioni acute da metalli tossici.
L’esempio più noto, citato nei testi medici di varie specializzazioni, è l’intossicazione da piombo in dosi notevoli. Vengono invece in genere presi in considerazione con minore attenzione i potenziali danni, lievi ma persistenti, provocati da fattori nocivi, in questo caso i metalli tossici che, pur in dosaggi minimi, sono costantemente presenti nell’ambiente e infine provocano anch’essi dei danni alla salute.
Questa tendenza della medicina a prendere in considerazione più i problemi medici acuti che non quelli cronici è dovuta al fatto che i sintomi di un problema acuto di solito sono relativamente eclatanti ed evidenti, ed è difficile non notarli.
Un fenomeno nocivo cronico, invece, come quello provocato dai metalli tossici in dosaggi minimi ma quotidiani o quasi, è costante ma “semi-nascosto”, poiché questi metalli piano piano si accumulano sempre di più nell’organismo in modo subdolo, subclinico e non sempre facilmente rilevabile. Può pertanto essere difficile per un soggetto avvertire, percepire e rendersi conto dell’oscura presenza dei metalli tossici.
Accumulandosi “silenziosamente” nei tessuti, con il passare del tempo questo tipo di accumulo, definito per l’appunto cronico, può tuttavia essere ancora più dannoso rispetto a un singolo evento acuto.
Generalmente in medicina prevale la mentalità del crisis management, ovvero della gestione della crisi o dell’evento acuto, in quanto in questi casi si interviene con maggiore facilità, seguendo specifici protocolli e linee-guida, anche se i fattori che hanno scatenato l’evento potrebbero non essere facilmente identificabili e trattabili.

I Radicali Liberi

Inoltre, l’accumulo di metalli pesanti induce la formazione di Radicali Liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano Radicali Liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
I Radicali Liberi sono molecole costituite da atomi fortemente instabili in quanto mancano di un elettrone. Per raggiungere la stabilità questi atomi vanno alla ricerca spasmodica dell’elettrone mancante: attaccano qualsiasi molecola con cui vengono in contatto al fine di rubarle proprio l’elettrone mancante. Quando un Radicale Libero strappa un elettrone ad un’altra molecola (ossidazione) finalmente raggiunge la stabilità, ma la molecola derubata (ossidata) diventa un Radicale Libero a sua volta perché ha ora un elettrone in meno. Questo nuovo Radicale cercherà, quindi, anch’esso un’altra molecola a cui strappare l’elettrone e così via. (Reazione Radicalica a Catena) La Reazione a Catena si blocca grazie all’intervento di molecole anti-ossidanti che, con diversi metodi, riescono a neutralizzare i Radicali Liberi.
La cellula produce quotidianamente Radicali Liberi (ogni cellula produce da 1 a 3 miliardi di Radicali Liberi al giorno) durante i normali processi metabolici. I radicali liberi prodotti dalle cellule vengono eliminati dagli anti-ossidanti prodotti dalle cellule stesse. Il problema sono i radicali liberi che si formano a causa dello stress ossidativo ovvero quelli che derivano dall'esterno a causa di stili di vita non salutari. Ad esempio una sola sigaretta produce 10 miliardi di Radicali Liberi.
Normalmente, queste specie sono rapidamente rimosse prima che possano causare disfunzioni cellulari ed eventualmente morte della cellula. Lo stress ossidativo e la manzanza di antiossidanti induce i radicali liberi a colpire i principali componenti cellulari come lipidi, proteine, carboidrati e DNA. Questo fenomeno è stato associato strettamente a una serie di patologie umane come malattie cardiovascolari, diabete, cancro e malattie neurodegenerative [Halliwell and Cross (1994); Bray (1999); Forsberg et al. (2001)].

Per eliminare i radicali liberi è necessario migliorare il proprio stile di vita:
  • evitare fumo
  • ridurre alcool
  • condurre una vita senza stress
  • eliminare i  metalli pesanti dall'organismo
  • mangiare frutta e verdura, in particolare quella che contiene le vitamine A, C, E
    • VITAMINA C Pomodori, Agrumi, Peperoni, Broccoli, kiwi, ortaggi a foglia verde…
    • VITAMINA A Fegato, carote, uova, albicocche, formaggi, pesce:salmone e sardine, latte intero…
    • VITAMINA E Olio d’oliva, germe di grano, olio di mais, olio di soia, olio di girasole, olio di arachide, noci, noccioline….
  • Assumere Bioflavonoidi: QUERCITINA : vino rosso, cipolla rossa, thè verde, mirtilli, mele RUTINA : grano saraceno, vino rosso, menta ANTOCIANINE : ribes, ciliegie, cavoli, uva, fragole, banane, asparagi, piselli, pere, patate
  • Assumere  Carotenoidi: CAROTENE : carote LICOPENE : pomodori, pompelmo rosa, melone LUTEINA :cavoli, spinaci, broccoli, zucchine, piselli. ZEAXANTINA : grano, tuorlo d’uovo, peperoni rossi, mango, succo d’arancia Il LICOPENE è il più potente carotenoide conosciuto e il pomodoro è l’alimento che ne contiene di più (1 pomodoro medio contiene 3,7 mg di licopene). Il LICOPENE ha un’azione anticancerogena 10 volte più potente del betacarotene. Possiede un’azione protettiva contro l’ossidazione delle LDL (il pomodoro protegge dalla formazione delle placche). Uno studio ha dimostrato che mangiando pomodori 10 volte alla settimana si ha una riduzione del 45% del cancro alla prostata (Giovannucci e coll., J. National Can. Istit. 1995; 87:1767 – 1776). La LUTEINA e la ZEAXANTINA proteggono le cellule della retina dalla degenerazione maculare

Vademecum: quali sono gli effetti dei principali metalli tossici

  • Allumino: danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria, autismo.
  • Antimonio: danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco.
  • Arsenico: cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle.
  • Bario: ipertensione, paralisi.
  • Bismuto: dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea.
  • Cadmio: diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici, tumore.
  • Cromo: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare.
  • Rame: irritazioni al naso, bocca ed occhi; cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni. Emicranie croniche
  • Gallio: irritazione alla gola, difficoltà respiratorie, dolori alla cassa toracica.
  • Afnio: irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose.
  • Indio: danni al cuore, reni e fegato.
  • Iridio: irritazione agli occhi e al tratto digestivo.
  • Lantanio: cancro polmonare, danni al fegato.
  • Piombo: danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficoltà di apprendimento, distruzione del sistema nervoso.
  • Manganese : turbe alla coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro.
  • Mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA.
  • Nickel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle.
  • Palladio: altamente tossico e cancerogeno, irritante per le mucose.
  • Platino: alterazioni del DNA, cancro, danni all’intestino e reni.
  • Rodio: macchie alla pelle, potenzialmente tossico e sospetto cancerogeno.
  • Rutenio: altamente tossico e cancerogeno, danni alle ossa.
  • Scandio: embolia polmonare, danni al fegato.
  • Stronzio: cancro ai polmoni, nei bambini difficoltà di sviluppo delle ossa.
  • Tantalio: irritazione agli occhi e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore.
  • Tallio: danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi.
  • Stagno: irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficoltà ad urinare.
  • Tungsteno: danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi.
  • Vanadio: disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino.
  • Ittrio : altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato. 
 LA TERAPIA CHELANTE  
La procedura standard per la rimozione dei metalli pesanti del corpo è detta "CHELAZIONE."
Un metodo scientificamente provato per prevenire gli effetti nocivi dei metalli pesanti e delle tossine presenti nell'ambiente e curare i danni da essi provocati alla nostra salute.
 La Terapia Chelante non è un trattamento nuovo. È stata applicata per la prima volta negli Stati Uniti per trattare le intossicazioni da piombo e, facendolo, si è osservato che i pazienti che oltre all’intossicazione avevano arteriosclerosi notavano un miglioramento generale della propria salute. La loro angina diminuiva, la memoria, la vista, l’udito e l’olfatto miglioravano e, nella maggior parte dei casi, si sentivano più forti. Con l’accumularsi di questo tipo di osservazioni, diversi medici con idee avanzate come Elmer Cranton negli Stati Uniti, nei cui libri si trovano la maggior parte di queste idee, cominciarono a trattare i loro pazienti vascolari con questo metodo, riportando consistenti miglioramento.
 
La dott.ssa Fiamma Ferraro, esperta di terapia chelante, ne parlerà ampiamente in questa straordinaria opera presentando le misure di prevenzione e le terapie dirette a liberare il nostro corpo del carico di metalli ed altri elementi tossici che tutti, con il passare degli anni, inevitabilmente accumuliamo.
“Viviamo in un mondo tossico, ma non dobbiamo per forza vivere anche in un corpo tossico”

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: La Terapia Chelante





L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.d
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf
L'intossicazione da metalli pesanti è una grave condizione provocata da un accumulo tossico di metalli pesanti nei tessuti molli del corpo. I metalli pesanti sono sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono alla base della composizione di molti organismi viventi, ed anche del nostro stesso corpo, alcuni di essi, però, sono potenzialmente molto tossici e spesso letali. - See more at: http://www.pazienti.it/avvelenamenti/intossicazione-da-metalli-pesanti#sthash.iPLTtayM.dpuf

Il volo scomparso ...

Quindi c’era una ventina di dipendenti del gruppo Freescale a bordo del Boeing 777 delle Malaysia Airlines. Erano in viaggio per una riunione di lavoro a Pechino. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Greg Loewe, l’ha annunciato in un comunicato stampa affermando che dodici di loro erano di nazionalità malese, otto cittadini cinesi. La Freescale Semiconductor è un’azienda di Austin. Ha un team di specialisti dedicato alla Difesa. Prodotti commerciali Freescale coprono diverse aree:
•  Comunicazioni sul campo di battaglia
•  Avionica
•  Bande radar HF, L e S
•  Missili
•  Guerra elettronica
•  Identificazione amico o nemico (IFF)
OK…
Leggi il resto dell'articolo su

Le strutture dei biofilm e la loro importanza per la salute umana

In tempi relativamente recenti la scienza, la medicina e la microbiologia hanno scoperto le strtture dei cosiddetti "biofilm", ovvero aggregazioni di organismi unicellulari che spesso divengono così complesse da poter essere considerate quasi come un unico organismo vivente, in maniera non molto differente da come avviene per le spugne.
Si tratta di particolari strutture che aderiscono a superfici sia biologiche (come per esempio le pareti dell'intestino) che artificiali (come ad esempio la parete interna di un catetere), costituite di una matrice polimerica composta di polisaccaridi all'interno della quale vivono colonie di micro-organismi. Quando il numero delle cellule presenti nella colonia supera un certo livello (quorum) tra le diverse cellule vengono scambiati persino molecole chimiche che hanno funzione di trasmettitori, ma vengono scambiati anche materiali genetici. A tale scopo i biofilm presentano spesso dei veri e propri canali che potremmo anche vedere come un rozzo apparato circolatorio, nervoso, escretore.

La matrice a base di polisaccaride del biofilm è caricata negativamente, e sono frammisti ai polisaccaridi degli ioni metallici positivi di calcio manganese e ferro che ne permettono la coesione. Si crea così una struttura che protegge gli organismi unicellulari da radiazioni e agenti chimici, ma anche dall'effetto degli antibiotici e dall'azione del sistema immunitario dell'organismo che li ospita.
Ed è proprio questo aspetto che rende importantissima la presenza dei biofilm nell'organismo umano quando essi sono formati da batteri patogeni oppure da batteri commensali che, in soggetti immunodepressi, subiscono una proliferazione eccessiva. Lo stesso batterio nella sua forma libera (o planctonica) può essere abbastanza facilmente identificato e colpito da un sistema immunitario efficiente o dai farmaci (come gli antibiotici), ma all'interno del biofilm può diventare 100 volte più resistente.

Ciò vuol dire che a volte i focolai infettivi responsabili di una certa patologia non sono esterni ma interni, e che non possono essere eliminati fintanto che non vengono eliminati i biofilm.  In effetti sebbene molte cellule trovino rifugio all'interno del biofilm esse vivono in equilibrio con un numero variabile di individui liberi (planctoniche) dello stesso batterio  che si staccano dal biofilm stesso. Di conseguenza molte malattie croniche e/o autoimmuni possono essere causate da agenti patogeni che, riparati nella struttura del biofilm, non si riescono ad eliminare. La struttura del biofilm, che ripara i patogeni, è quindi fortemente correlata al problema della disbiosi intestinale e della sua risoluzione, ma anche a problematiche dentali, dal momento che anche la famosa placca dentale è stata recentemente riconsiderata come una struttura a base di biofilm.

I biofilm infatti non hanno una membrana esterna proteica e proprio per questo motivo il sistema immunitario non li riconosce come un pericolo e non li attacca. Da notare per altro che l'integrazione di calcio ferro e manganese (elementi cardine della struttura del biofilm) può essere controproducente.

Un metodo chimico-farmaceutico di aggredire il biofilm (un metodo che presenta diversi effetti collaterali ovviamente) è quello di rompere i legami a base di ioni metallici con il chelante L'EDTA in modo che i batteri non siano più protetti e di somministrare quindi un antibiotico per eliminarli.
Secondo quando scritto da Kerri Rivera nel suo libro (che descrive un protocollo per la guarigione dall'autismo, ma anche da molte malattie causate da disbiosi e parassitosi), il biossido di cloro somministrato per via orale e per via rettale (in opportune basse diluizioni) ha la duplice funzione di distruggere la coesione della matrice del biofilm e di aggredire i patogeni che ne fuoriescono. La conferma di questa affermazione avviene dalla Lenntech, azienda che si occupa di trattamento e purificazione dell'acqua, la quale nel suo sito riferisce espressamente:
"È stato dimostrato oltre ogni dubbio che il biossido di cloro rimuove il biofilm dai sistemi acquosi e ne impedisce la formazione una volta dosato ad un basso livello continuo. L'ipoclorito d'altra parte si è rivelato avere scarso effetto sui biofilm."
Si tratterebbe quindi di un'alternativa molto più naturale e che presenta come effetti collaterali solo una eventuale reazione di Herheimer. Da notare che la reazione di Herxheimer non è un vero e proprio effetto collaterale, ma è una sorta di reazione di disintossicazione, che però a volte può essere anche molto pesante; è possibile evitarla iniziando con dosi molto ma molto basse e poi piano piano andando ad aumentare.




Per approfondimenti sui biofilm vedi anche i documenti seguenti

Biofilm microbici, formazione e funzioni

Biofilm batterici

Filamenti aviodispersi: ulteriori conferme che le compagnie civili sono all'origine dell'inquinamento della biosfera


Il laboratorio certificato francese “Analytica” ha pubblicato una nuova analisi circa i filamenti aviodispersi. E’ un’altra, inconfutabile conferma di quanto abbiamo scritto nei seguenti articoli.

La svolta: la geoingegneria clandestina carbura con la nuova generazione di carburanti aerei
Il coinvolgimento delle compagnie aeree civili nelle operazioni di geoingegneria clandestina
E' confermato: i filamenti di ricaduta derivano dai carburanti aeronautici!


Le analisi sono state eseguite su quattro campioni di "filamenti aviodispersi” su richiesta di diverse persone in diversi luoghi in tutto il territorio francese. (Vedi il nostro rapporto 20131030_Dumas - 18_Rapport_analytique_AnAlytikA).

In particolare un campione proviene dalla regione di Saint Martin de Crau: è stato analizzato su richiesta di Séverine Laxenaire.


Una grande somiglianza è evidente tra i risultati ottenuti sullo specimen (la cui origine non può essere messa in discussione, poiché la raccolta è stata compiuta sotto la supervisione di un ufficiale giudiziario) e le conclusioni cui si era giunti in precedenza sulla base di campioni raccolti da cittadini in tutto il paese: le fibre aviodisperse sono il risultato di un processo di polimerizzazione e di decomposizione termica di carburanti aeronautici. Infatti, tra i molti prodotti la cui descrizione viene rivelata dal nostro studio, è stato rintracciato un gran numero di composti organici (acidi grassi e particolarmente ftalati a catena lunga ): sono composti che entrano nella composizione dei carburanti e dei lubrificanti, in seguito a reazione termica.

L'osservazione che abbiamo ripetuto giustifica la preoccupazione che abbiamo già palesato, quando abbiamo pubblicato il nostro primo rapporto su questo argomento, tanto più che le osservazioni del fallout da "filamenti aviodispersi" continuano a crescere in Francia, in altri stati europei e nel mondo. Le conclusioni sono allarmanti, in quanto è ormai dimostrato che i composti chimici esaminati sono interferenti endocrini e che queste ricadute possono avvenire su tutta la superficie del globo.

Se, come noi sospettiamo fortemente, l'impatto dei "filamenti di ricaduta" è il risultato dello sviluppo del traffico aereo, la responsabilità dei funzionari preposti al monitoraggio delle conseguenze sulla salute di queste attività è evidente, così come la responsabilità dei produttori di carburanti e di lubrificanti per aerei. [1]

L’inquinamento atmosferico causato dal trasporto aereo deve essere studiato, controllato e regolamentato.

Bernard TAILLIEZ
Docteur ès Sciences
Directeur Scientifique – Fondateur
Responsable Assurance-Qualité

Qui il documento originale.

Fonte: acseipica.blogspot.it


[1] Polimeri e pulviscolo di ricaduta da geoingegneria clandestina. Ecco che cosa respiriamo!
VIDEO

I filamenti prodotti dal passaggio di questi aerei da cosa sono composti?

Nel 2012 i filamenti di ricaduta (che la disinformazione istituzionalizzata spaccia per tele di ragni volanti) sono stati analizzati da un laboratorio certificato francese (http://www.labo-analytika.com).

I dati sono stati interpretati ed i risultati sono descritti in questo rapporto analitico. Tali filamenti aviodispersi sono polimeri organici complessi a base di composti chimici sintetici, come dimostra l'analisi eseguita su molti prodotti della loro decomposizione termica, tra cui diverse molecole che si trovano comunemente nei carburanti e nei lubrificanti per motori aeronautici. I quattro campioni studiati contengono diversi composti aromatici sintetici tossici (ftalati) e tre di essi includono DEHP, un rappresentante di questa famiglia di prodotti particolarmente temuto per la sua proprietà d'interferente endocrino. Tutte le molecole organiche, in particolare composti eterociclici, presenti nei campioni di "filamenti aerodispersi" sono fonte di preoccupazione, sia in termini di salute pubblica sia per il loro impatto ambientale. I tecnici francesi scrivono: "Riteniamo che questi filamenti potrebbero derivare dalla ricombinazione di sostanze rilasciate nell'atmosfera dai motori degli aerei".

I carburanti contengono idrocarburi non saturi e sono pertanto soggetti all'ossidazione la quale determina un peggioramento del combustibile, reso manifesto dalla formazione di gomme, sviluppo di colore ed abbassamento del numero di ottani. La polimerizzazione implica la formazione di catene. Da qui i filamenti di ricaduta. Non a caso l'additivo STADIS 450 è un antipolimerizzante.


Sponsorizza questo ed altri articoli su Facebook. Contribuisci ora!Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
Fonte:  http://tankerenemymeteo.blogspot.it/2014/03/filamenti-aviodispersi-ulteriori.html#.UzaVFM5yGSo

lunedì 3 marzo 2014

37 secondi per provarvi che il nostro standard di bellezza è assolutamente ridicolo (Video)

 
All’inizio del video, una donna “al naturale” si mette in posa per essere fotografata. Dopo il trucco e il parrucchiere la modella già non si assomiglia più. Dopo i ritocchi con photoshop sembra proprio essere un’altra persona.
Questo video vuole sottolineare come la pubblicità e i media abbiano un enorme potere di manipolazione sull’immagine dell’essere umano, la quale si va sempre più allontanando dalla realtà.
Fonte: Informare Per Resistere

RENZI CI CONFISCHERA’ I DEPOSITI (CE LO CHIEDE L’EUROPA)

- DI MAURIZIO BLONDET -
«I risparmi dei 500 milioni di cittadini dell’Unione Europea saranno usati per finanziare investimenti a lungo termine per stimolare l’economia e contribuire a riempire il vuoto lasciato dalle banche dall’inizio della crisi finanziaria». Così si legge in un documento riservato della Commissione Europea, che però la Reuters ha potuto leggere. Tradotto dalla lingua di legno, significa questo: la confisca dei risparmi depositati in banca. Ossia la «cura» usata per Cipro a danno dei depositanti, estesa all’Europa. Ma non alla Germania, ovviamente: soltanto a quella parte dell’Europa dove i privati hanno tanti soldi da parte, eppure non li investono nelle loro economie reali (perché le banche preferiscono mettere i soldi in titoli di Stato senza rischio); Paesi che, inoltre, nonostante questo tesoro in cassa, sono in stato di indebitamento astronomico.
Indovinate a quali paesi si alluda.
Naturalmente, non è una novità. Da tempo la Merkel ripete che gli italiani, in banca e in case, hanno più patrimonio dei suoi tedeschi. Eugenio Scalfari deve aver avuto più di qualche sentore di quel che si prepara, perché giusto qualche giorno fa – atteggiandosi a profeta o a manovratore – ha proposto «un’imposta patrimoniale sui beni immobili e anche mobili. Ma si dovrebbe applicare non solo ai ricchi ma anche agli agiati; per intendersi, non solo a chi ha redditi al di sopra della soglia di mezzo milione l’anno ma a partire dalla soglia di 70 mila euro e cioè alla ricchezza patrimoniale della quale questi redditi sono il segnale. È possibile socialmente ed anche economicamente e politicamente tassare uno strato di questo genere senza provocare una fuga spettacolare di capitali…». Senza? Sarà, ma nelle zone alte della finanza USA ci si prepara da giorni ad un’inondazione di capitali sul mercato azionario americano, in fuga e in cerca di un porto sicuro di fronte alla «bank deposit confiscation in Europe». Che Renzi farà proprio questo, e su indicazioni di poteri forti vari, ormai lo dicono in molti.
Soprattutto, il prelievo sui patrimoni è la proposta-chiave per il risanamento d’Italia ideata da Davide Serra, il finanziere del fondo Algebris, suggeritore economico – o manovratore – di Matteo Renzi. Ha scritto: «Il primo problema è il debito sbilanciato: troppo debito pubblico, poco privato e poco delle aziende. Questo blocca la crescita».
Serra propone anche l’abolizione del contante e il ricalcolo di tutte le pensioni in essere, oggi calcolate col grasso sistema retributivo, per rimetterle al magrissimo sistema contributivo (1). Per dare poi tutti i soldi in più ricavati così alle imprese. In qualche modo, una redistribuzione forzosa dai vecchi ai giovani. Dalla numerosa generazione dei baby boomers vissuti in tempi di miracolo economico, che oggi (con le sue pensioni) grava sulla scarsa generazione dei giovani che crescono in tempi di magra epocale. 
Sulla base di questo progetto, si capisce meglio la fretta con cui è stato rovesciato Letta, messo al suo posto Renzi il decisionista senza passare per il voto popolare, l’ennesimo colpetto di Stato, condotto con febbrile accelerazione. C’è bisogno di un «giovane» per applicare l’amarissima medicina ideata dai geni eurocratici: il prelievo sui tutti i depositi oltre i 70 mila, magari anche sotto. Ce lo chiede l’Europa, dirà Renzi…Ciò spiega anche la fretta con cui il golpista precedente, Enrico Letta-in-Napolitano, ha regalato alle banche private la Banca d’Italia, privatizzandola totalmente: è la preparazione a quelle misure, che dovranno danneggiare i risparmiatori depositanti, ma facendo profittare le banche. 
Il documento della Commissione 
Tanto vale vedere meglio il documento segreto europoide, che peròReuters ha letto e in America conoscono benissimo. Cosa precisamente «ci chiede» l’Europa?
Ufficialmente, la Commissione vuole «svezzare» (sic) le economie dei 28 Paesi sudditi «dalla loro pesante dipendenza dai prestiti bancari, e trovare altri mezzi di finanziare le piccole imprese, i progetti infrastrutturali, ed altri investimenti». Le nostre economie si attaccano alla mammella di mamma-banca: basta, bamboccione! A questo proposito: spero non vi sarà sfuggito che Mario Draghi da qualche settimana lamenta che le banche non diano prestiti alle imprese: come fosse una novità assoluta. È sceso dal pero, come se il banchiere centrale non si fosse accorto che – dal 2009 almeno – le nostre banche hanno ristretto il credito all’economia reale per dedicare tutti i depositi, e gli immani capitali avuti in prestito dalla BCE all’1%, a comprare debito pubblico italiano…e sostenere i governi golpisti e il loro apparato di parassiti; nonché, beninteso, salvare a tutti costi l’euro dalla sua esplosione.
Il sostegno è avvenuto ad un prezzo caro: il guasto del motore di creazione di credito in Europa, opera dello stesso Mario Draghi. Ma lui per anni non se ne è accorto, non ha sentito le urla di sofferenza che venivano dalle economie «periferiche» tenute a regime di austerità da fame, mentre si avvitavano nell’abisso della Depressione. Infatti saprete (spero) che la moneta oggi è creata dalle banche che la creano indebitandoci: ebbene, la massa monetaria più ampia (M3) s’è ridotta all’1,5 per cento annuo, ben sotto al target del 4,5% a cui fa riferimento la stessa BCE per mantenere l’inflazione al 2%, come detta il suo mandato. Eppure Draghi non se ne è accorto.
Poi, finalmente, i suoi padroni di Goldman Sachs devono avergli presentato la seguente tabella:
renzi2b Renzi ci Confischerà i Depositi, ce lo Chiede l’Europa. (di Maurizio Blondet)
La mancata creazione di prestiti s’è aggravata da novembre, ed ha raggiunto una entità abissale in Italia. Peggio persino della Spagna. Soprattutto, il ritmo dei prestiti cala a quasi nulla anche in Germania: ai tedeschi non piace, e dunque possono accedere all’idea che la BCE debba «fare qualcosa».
Il «qualcosa» che accetterà la Merkel non è stampare a manetta come la FED, inflazionando il carico dei debitori, visto che il creditore è la Germania. La «soluzione» è mettere le mani nelle tasche degli italiani, che hanno «troppi» risparmi dormienti. Naturalmente, l’altra via può essere per l’Italia di ripudiare parte del debito e farlo pagare al creditore, che ci ha guadagnato già abbastanza in interessi. Persino uno studio di Nomisma ( cioè Prodi, il volpone in agguato per il Quirinale) lo riconosce implicitamente.
«Nei rapporti tra creditore e debitore (vi si legge) il primo è tanto responsabile quanto il secondo nell’alimentare situazioni insostenibili»(2). Esatto: le banche tedesche hanno prestato malissimo e troppo, stra-indebitando paesi come Grecia o Irlanda o Portogallo, a fino a poco fa anche l’Italia, che non avrebbero mai potuto onorare i debiti.
Ma per imporre il default in sede europea (pardon, «ristrutturazione») occorrono gli attributi (3). Il Governo italiano preferisce fare default sì, ma verso i propri cittadini: non pagando i suoi debiti verso le imprese italiane, e adesso confiscando le pensioni, ossia mangiandosi l’impegno assunto (del resto, insostenibile) con loro.
Il tragico credit crunch testé aggravatosi può essere colpa delle banche che non vogliono rischi? Ma no, cosa andate a pensare. Nel documento segreto della Commissione, ci dicono che «le banche», poverette, «sono intralciate dal prestare all’economia dalle normative post-crisi che le obbligano tenere un cuscinetto di sicurezza in capitale e liquidità più ampio». Loro vorrebbero, meschine, ma non possono… e sì che Montepaschi prestava largamente agli amici dissipatori con tessera del noto Partito, Mediobanca ha dato miliardi ai Ligresti; ma non riuscivano a prestare alle imprese produttive, perché c’è troppa regolamentazione… E la Commissione gli dà pure ragione (le banche l’hanno sempre): avvertendo che «la appropriatezza (sic) delle regole UE riguardo a capitale e liquidità per i finanziamenti a lungo termine sarà riveduto nei prossimi due anni, ma sarà probabilmente osservato dagli Stati Uniti ed altri perché le banche UE non abbiano un vantaggio sleale»…la lealtà sopra tutto, gli Stati Uniti ce lo chiedono. Siate morali come siamo morali noi, ci intimano a Washington e Wall Street.
La Commissione vorrebbe, ma ha le mani legate. L’America la sorveglia perché non falsi la competitività… Dunque la Commissione suggerirà agli stati membri, con un disegno-bozza di legge, di «mobilitare più risparmi personali per pensioni allo scopo di finanziare a lungo termine» progetti produttivi. È così che ci verrà gabellata la confisca: contribuirete al rilancio! Alla tanto attesa ripresa! 

Quando? Nella seconda metà dell’anno, ipotizza Reuters. Personalmente, mi aspetto una sorpresa molto prima. Queste cose avvengono a sorpresa. Un giorno vi sveglierete scoprendo che dai vostri 70 mila euro di risparmi (se ne avete tanti) ve ne hanno presi 10 mila per finanziare il rilancio. Meglio, se ne avete, di spendervene adesso un po’, anche in spese pazze. Sempre meglio che darli al Fisco.

Per indorarci la pillola, la Commissione inventerà un «fondo risparmio UE aperto ad individui i cui fondi possono essere accomunati e investiti nelle piccole imprese». Suona bene, benissimo. Oltre al prelievo involontario (confisca) ci proporranno la partecipazione «volontaria» a questo fondo-risparmio: si tratta di aiutare le piccole imprese, può essere perfino un buon affare…
Il punto che resta oscuro è: «chi» deciderà a quali imprese, a qualiprogetti e infrastrutture, per quale rilancio, destinare i miliardi confiscati e quelli dati volontariamente dai risparmiatori italiani che ne hanno «troppi». Il punto non è tenuto oscuro per caso: è che questo, non ce lo vogliono dire. Chi sono i progettisti autorizzati: Germania? Goldman Sachs? Commissari? L’Ocse, il think tank mondialista autorevolissimo, affollato di «tecnici» rispettatissimi, che ultimamente ha ammesso di aver sbagliato «tutte», proprio tutte, le previsioni sulla profondità e durata della crisi dal 2008 ad oggi, sistematicamente sottovalutandone l’abissalità, e sopravvalutandone i sintomi di ripresa? (Economic crisis provides lessons for new approaches to forecasting, says OECD)
Io ipotizzo: tutti insieme i marpioni di cui sopra, uniti fraternamente con le banche private (specie le tedesche, che nascondono buchi neri da far sembrare Montepaschi una stella luminosa) da un solo scopo: anzitutto salvare l’euro (scopo supremo), e contemporaneamente salvare se stessi come autori del disastro, a prezzo della nostra pelle.
È questa la magagna, l’immondo trucco. Anzi le magagne sono due:
1) Una tale confisca generale di patrimoni medi equivale ad una epocale redistribuzione di ricchezza dai «vecchi» che l’hanno accumulata ai «giovani» che hanno bisogno di capitali per imprendere, e a cui le banche li fanno mancare. Come medicina eroica in caso di assoluta e tragica emergenza, può essere perfino giustificata.
2) Il problema è che tale redistribuzione è forzata, i «vecchi» sono obbligati per legge a contribuire; ebbene, una redistribuzione dall’alto, in base a un progetto autoritario confezionato da «tecnici» anonimi negli uffici chiusi di una eurocrazia non-eletta, ed eseguito da un capo di governo mai passato al vaglio elettorale come Renzi, configura l’antica «politica di Piano» sovietica, l’industrializzazione forzata dei tempi di Stalin, il Grande Balzo in Avanti di Mao Tse-Tung. Insomma, la UE diventa così definitivamente l’entità preconizzata dall’ex dissidente Vladimir Bukovski: EURSS,l’Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Si poteva fare altrimenti? Ovviamente. Di solito queste epocali redistribuzioni si sono sempre effettuate producendo inflazione, la quale danneggia e impoverisce i rentiers (vecchi ricchi che vivono di rendite, ossia di interessi percepiti sui propri capitali) a favore dei giovani, che possono indebitarsi più facilmente, e i debitori in genere, che vedono diluito il loro debito; allo Stato italiano converrebbe moltissimo, essendo il massimo debitore d’Europa. Ma questa soluzione è vietata dalla Germania: l’inflazione danneggia i creditori, e la Germania (le sue banche) è il creditore massimo. Inoltre, l’inflazione svaluterebbe l’euro, e la Germania – il creditore che vuole mantenere il valore integrale dei suoi crediti – vuole l’euro forte, anche perché la sua forza lo libera del concorrente (l’industria esportatrice italica).
Naturalmente la confisca dei risparmi avrà effetti recessivi durissimi, i «vecchi» consumeranno ancor meno di quanto facciano (per questo la Germania non la applicherà a se stessa); tanto più, se – secondo il programma di Davide Serra – contemporaneamente si vedranno tagliate le pensioni, e vietato l’uso del contante. Privati simultaneamente dei mezzi di sussistenza e dei risparmi, significa ridurli alla fame ed alla più assurda spilorceria.
Ora, si dà il caso che in Italia i «vecchi» siano anche quelli che conferiscono la pensione, ossia danno la loro parte ai giovani, figli o nipoti disoccupati, nella sola rete di sopravvivenza sociale ancora (per poco) funzionante in Italia, la famiglia. Se quindi il Piano Quinquennale e il relativo «rilancio forzato» falliscono, è il precipizio senza rete: per vecchi e per giovani.
I Piani Quinquennali staliniani funzionarono? Così così, diciamo: in mezzo a sprechi enormi, a produzioni fuori mercato (il mercato era abolito), con repressioni spaventose e soprattutto, a totali spese dei contadini. Quando poi i contadini non furono più in grado di contribuire e resistettero a farsi confiscare l’ultimo chilo d’orzo, «furono eliminati come classe»: il genocidio dei kulaki. Risultato: i giovani baldanzosi operai marxisti producevano acciaio e macchinari pesanti, ma non trovavano da mangiare. I vecchi italiani saranno «eliminati come classe»? Se va male, loro moriranno come da progetto, ma i giovani avranno fame.
Quindi è importante sapere chi sono i «tecnici» che cucinano il Piano di Rilancio Forzato dell’EURSS, e in base a quali mentalità, quali «filosofie» e a quali scelte; quali piccole e medie industrie saranno favorite? Quali saranno lasciate senza prestiti? Yoram Gutgel e David Serra: i loro nomi sono già un programma.
Naturalmente, vi rassicureranno: suvvia, mica siamo davvero come l’URSS, l’Unione Europea ha la libertà di mercato come dogma centrale… ecco, questo è il secondo guaio, la seconda magagna. Perché quando nella nov-lingua eurocratica si parla di «mercato», si deve tradurre: «interessi delle banche private». L’abbiamo visto: il costoso meccanismo «di stabilità», che ci hanno gabellato col nome orwelliano di Fondo Salva-Stati, va definito Fondo Salva-Banche: e precisamente Salva-Banche-Tedesche. È infatti un fondo a cui l’Italia contribuisce con decine di miliardi, e che i gestori del Fondo «investono» in bond con tripla A; ossia esclusivamente in titoli germanici. Sicché la povera Italia vi finanzia la Germania… (Fondo Salva Stati)
Ma gli esempi di come «mercato» significa «salvare le banche dai loro errori o crimini», ne abbiamo a iosa. Montepaschi è uno. Ma Deusche Bank, la gigantesca, è peggio: sottocapitalizzata, perdite per miliardi (si dice: 50, e ne ha nascosti 12 con trucchi contabili e speculazioni sui derivati): ma qui tutto tace, nella pesante omertà tedesca per le sue banche. Le loro Landesbanken sono nidi di poltici locali che dirigono i fondi ad interessi locali molto maleodoranti; sono in perdita e forse andrebbero chiuse. Ma la Cancelliera fa fare i controlli alla sua banca centrale, invece che alla BCE; ma, come ha scritto Davide Giacalone,«No, le indagini non deve farle la Bundesbank, la banca centrale tedesca, perché una roba di questo tipo ha rilievo sistemico e continentale, quindi, se si ha a cuore lo spazio della moneta comune, dovrebbero fare capo alla Banca centrale europea . E no, nel far partire la vigilanza europea, indispensabile per avere un sistama bancario europeo, – senza il quale non regge un’area monetaria comune –, non è possibile che le Landesbank restino immuni a quei controlli. Angela Merkel vorrebbe così, ma non si può concederlo. Né ai tedeschi né a nessun altro».
Già: ma la Corte di Karllsruhe ha messo sotto schiaffo la BCE, appunto con lo scopo segreto di impedire che qualche attore terzo guardi dentro il porcaio Landesbanken e Deutsche Bank, i suoi (si ritiene) falsi in bilancio e i suoi trucchi contabili: trucchi, fra l’altro, a cui il debito tedesco deve se viene considerato dai «mercati» più sicuro di quello italiano, e dunque la Germania può indebitarsi a tasso minore del nostro. Se si scopre che questa valutazione dei mercati più favorevole deriva da falsi di bilancio, è la Germania che deve pagare? Sono i correntisti di Deutsche Bank a dover subire la «cura Cipro», ossia il prelievo dai loro depositi? Berlino ha imposto la «cura Cipro» per non dover essere chiamata a pagare il conto delle sue banche creditrici (all’Irlanda, hanno prestato tre-quattro volte il Pil irlandese) , e la sta applicando all’Italia imponendo il prelievo forzato. Ma ha la forza per impedire che la cura sia applicata a sé.
Persino Davide Serra, il manovratore economico di Renzi, lo sa bene. Se gli stress test saranno fatti sul serio, ha detto al Telegraph, «mi aspetto cattive notizie dalla Germania. Il più forte panzer tedesco era imbattibile, ma c’è solo un problema — hanno uno dei peggiori sistemi bancari in tutto il mondo. (…). Mi aspetto che almeno tre o quattroLandesbanken regionali siano messe in modalità run-off. Il regolatore tedesco, BaFin, è uno dei più deboli. È sempre stato influenzato dai politici locali». Serra spera che i nuovi revisori assunti dalla BCE ottengano «il pezzo di carta legale per cui possano andare alle localiLandesbanken e dire: scusate, il gioco è finito». E mica basta: Serra dice: «In Germania, ogni Landesbank ha un consiglio di sorveglianza e un consiglio di gestione. Quindici persone ciascuno, 30 Mercedes, 30 autisti, e emolumenti di € 100.000 ciascuno». Insomma, una situazione italiota, bisognosa di ripulitura.
Bene, ma Serra è un banchiere, e un banchiere d’affari, gestore di un aggressivo fondo speculativo britannico. Infatti, nella stessa intervista sostiene: «Il Regno Unito è sostanzialmente pulito», intendendo le sue banche.
Insomma, il Piano Quinquennale dell’EURSS è concepito da «tecnici» burocrati Di BruxellGrad e da banchieri, con la testa da banchieri e gli interessi di banchieri – banchieri d’affari.
E c’è di questo un indizio preciso di questa egemonia dei finanzieri, proprio nel testo segreto della Commissione che Reuters ha letto, quello che impone la confisca a scopo di rilancio. Quale rilancio? «Nel documento si legge – scrive Reuters – che la Commissione “terrà in conto la futura crescita della liquidità di una quantità di prodotti cartolarizzati”… Ciò segnala un possibile allentamento della definizione di asset che possono essere cartolarizzati secondo il regolatore bancario».
Tradiciamo dalla neo-lingua: la Commissione si propone di ridar vita al mercato dei «prodotti finanziari» costituiti da mucchi di debiti, mescolati assieme e poi affettati, e venduti a fette a risparmiatori.
Più chiaro ancora: è il «mercato» dei mutui-coriandolizzati (cartolarizzati, securitizzati) che è culminato nello spaccio dei mutui sub-prime americani, fatti di mutui a gente che non poteva onorarne le rate: la causa della crisi che ci perseguita dal 2008, e il motivo stesso per cui le banche europee sono oggi insolventi: «I titoli che Goldman Sachs e simili spacciarono, per mezzo di venditori persuasivi e di venditrici sexy, a idiotissimi banchieri europei, che in questi investimentigettarono i risparmi della vedova e dell’orfano, cioè dei clienti ignari, per vederli volatilizzarsi». Così dice Zero Hedge, e così è stato.
Adesso, la Commissione (o i suoi suggeritori banchieri) vogliono lanciare un altro giro di debiti subprime, da spacciare a vagonate a una nuova generazione di «vedove ed orfani» da fregare. Infatti, il documento segreto allude all’allentamento della definizione degli assets: significa, traduce Zero Hedge, che potranno essere venduti «titoli coperti dalla produzione di formaggio Feta» o altri solidi debitori del genere.
Concludendo: i vecchi dovranno forzatamente farsi prelevare i risparmi per aiutare i «giovani» banchieri, i cartolarizzatori di ogni tipo di «certificato» dubbio, subprime o insolvente. Un altro giro di speculazione selvaggia, sotto forma di Piano Quinquennale.
Pensate forse che l’opposizione in Parlamento lo impedirà? Che Berlusconi, il secondo partito, lotterà per attenuare l’esproprio e contro l’abolizione del contante? Quello ha già tradito il ceto medio, i suoi elettori, mille volte. Lo farà ancora. Già abbraccia Renzi.
Non è difficile prevedere un bicolore Berlusconi-Renzi, per il Grande Saccheggio.
I politici sono ormai pronti a tutto, pur di pagarsi gli emolumenti. Lo dimostra l’ultima trappola messa in atto dal governo Letta: su ogni somma che venga pagata dall’estero in Italia, le banche che attuano il bonifico dovranno prelevare il 20% e darlo al Fisco: si presume insomma la somma sia frutto di riciclaggio, di evasione fiscale o di profitto di capitale, fino a prova contraria. Sarete voi a dover provare che la cifra non è frutto di loschi traffici.
È il rovesciamento de principio fondamentale del diritto: colpevoli fino a prova contraria, e intanto lo Stato vi prende ciò che non gli spetta – poi, provate e farveli restituire.
L’astuto provvedimento, intanto, sta producendo il prevedibile: il blocco dei bonifici dall’estero. Segno che la politica non è solo disperata. La politica, ha perso la ragione.
Maurizio Blondet
Fonte: www.effedieffe.com
1) L’altro consigliere economico di Renzi, l’israeliano Yoram Gutgeld, ex direttore di McKinsey, propone del pari il ricalcolo (leggi: taglio) delle pensioni sopra i 3 mila euro, da cui si promette di recuperare 4 miliardi. e inoltre: privatizzazioni di Poste, Ferrovie, Rai, municipalizzate e dei campioni nazionali quotati; Eni Finmeccanica eccetera, abolizione del contante nei pagamenti fra imprese,
2) Si legga il rapporto Nomisma qui: ecco il giudizio che ne danno gli amici ed esperti del gruppo di studio Scenari Economici: « Quanto propone Nomisma è un libro dei sogni irreale: la Germania da decenni ha una fobia per l’inflazione e non accetterebbe MAI di fare una politica inflattiva e di espansione salariale interna, né accetterebbe di trasformare la BCE in una «tipografia» di valuta (…). I tedeschi l’hanno detto in tutti i modi possibili, per cui le proposte di Nomisma sono sostanzialmente demagogiche: Ammettono che «il problema è l’euro, la sua gestione, e gli squilibri interni conseguenti», ma non se la sentono di proporre un break up dell’euro stesso. È comunque interessante vedere chele teorie di base dell’euroscetticismo siano state sostanzialmente riconosciute, ed in parte sposate da Prodi e soci». 3) Si può ricordare la misura autoritaria con cui il ministro delle finanze belga Camille Gutt (Guttstein), dopo la liberazione del Belgio dall’occupazione nazista, assorbì l’eccesso di moneta: eccesso finito nelle mani dei borsaneristi, a cui gli abitanti delle città si erano rivolti per mangiare, pagando cifre altissime. «Ecco come fece Gutt: il 9 ottobre 1944, il governo «liberatore» per prima cosa bloccò tutti i conti bancari; poi annunciò che i franchi belgi correnti non avevano più corso legale, e dovevano essere sostituiti da nuove banconote (stampate segretamente già a Londra); bisognava presentarsi coi propri liquidi nelle banche, che avrebbero cambiato le banconote vecchie con le nuove. Però il cambio era permesso per un massimo di 2 mila franchi a testa; le somme eccedenti andavano dichiarate. Chi possedeva titoli al portatore doveva parimenti farli rimpiazzare, o regolarizzare presso l’Institut Belgo-Luxembourgeois du Change. (…) Si ritiene che il 4% della massa monetaria circolante durante l’occupazione non sia mai stato dichiarato, i suoi proprietari preferendo perderli volontariamente piuttosto che dare spiegazioni su come li avevano avuti». Inoltre, fu posta una tassa spogliatrice (dal 75 al 100%) sui profitti conseguiti durante l’occupazione. (Perché serve il default simultaneo della zona euro)
Fonte:  http://www.informarexresistere.fr/2014/03/03/renzi-ci-confischera-i-depositi-ce-lo-chiede-leuropa/

giovedì 20 febbraio 2014

Mangiare con gusto e rimanere in salute: The China Study - Le Ricette - Libro

Ormai si sa che una dieta vegana, contribuisce a mantenere e molte volte a recuperare la salute.
Il mondo ha conosciuto questa verità grazie allo studio più completo sull'alimentazione umana mai fatto: The China Study.

The China Study è considerato il libro più importante sull'alimentazione mai pubblicato e sta cambiando le abitudini alimentari di tantissime persone. Ci rivela come una dieta a base di proteine animali abbia effetti dannosi sulla nostra salute: dall'obesità al diabete, dalle malattie cardiache al cancro. Ci indica come, invece, una dieta a base vegetale abbia il potere di arrestare o invertire molte malattie e di mantenerci in perfetta salute.
Le straordinarie scoperte scientifiche contenute in The China Study sono state utilizzate per realizzare questo imperdibile ricettario.
Scritto da LeAnne Campbell, figlia di T. Colin Campbell e madre di due figli affamati, The China Study - Le Ricette presenta ricette vegane deliziose e facili da preparare, senza o quasi aggiunta di grassi, sale e zucchero.
Molto spesso infatti, vedo la gente storcere il naso, non troppo per la scelta vegana in se, ma per il fatto che la dieta vegana a loro dire sia povera di sapori!
"Ma mangi sempre le stesse cose?",  "eh ma il sapore ne risente",  "hai poca scelta nel preparare le pietanze"
e molto altro ancora....
Molti infatti, pur facendo la scelta vegana, sono monotoni nel mangiare. Mangiano male, mangiano monotono.
E' ovvio che ogni giorno pasta e olio fa perdere la voglia di essere vegano, ed inoltre tende a indebolire l'organismo, che ha bisogno di introdurre un ampia varietà di cibi vegetali.

È importante consumare una grande varietà di vegetali allo stato naturale per ottenere una salute ottimale. Sulla base di queste informazioni l’autrice ha suddiviso le piante in otto categorie, dando per ognuna brevi informazioni sul valore nutritivo:
  • i frutti sono ricchi di vitamina C e di altre sostanze fitochimiche;
  • le granaglie abbondano di carboidrati, fibre, minerali e vitamine del gruppo B;
  • le foglie sono ben provviste di vitamine antiossidanti, di fibre e di carboidrati complessi;
  • le radici contengono grandi quantità di carboidrati, alcune anche di carotenoidi;
  • i legumi sono una ricca fonte di proteine, fibre e ferro;
  • i fiori sono ricchi di antiossidanti e sostanze fitochimiche;
  • la frutta a guscio è carica di acidi grassi omega-3, vitamina E e proteine;
  • i funghi offrono una buona scorta di selenio e altri antiossidanti.
Dalla Focaccia dolce ai mirtilli ai Muffin al papavero e al limone, dalla Minestra aromatica di zucca al Tortino ai porri, dal Pane alle noci e uvetta all’Hamburger di ceci e spinaci, tutte le ricette di LeAnne seguono tre principi indispensabili per la nostra salute:
  • mangiare del buon cibo sano e non utilizzare integratori;
  • scegliere prodotti locali e possibilmente biologici;
  • utilizzare gli alimenti nella maniera più naturale possibile, scegliendo cibi integrali e poco elaborati o raffinati.Leggi l'introduzione del libro "The China Study - Le Ricette per un'alimentazione sana e naturale"
 Leggi l'introduzione del libro "The China Study - Le Ricette per un'alimentazione sana e naturale"
http://www.macrolibrarsi.it/speciali/il-mio-viaggio-verso-una-dieta-a-base-vegetale.php?pn=708


  Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: The China Study - Le Ricette

lunedì 23 dicembre 2013

Premio nobel per la medicina denuncia il ruolo di alcune "prestigiose" riviste scientifiche che a suo dire "danneggiano la scienza"


A corredamento degli ultimi due articoli sulle menzogne della medicina ufficiale


Consiglio la lettura degli articoli di Enzo Pennetta



Del primo articolo riporto le seguenti righe

Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una «tirannia» che va spezzata.

Questo il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013.

La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman alGuardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premioNobel e quindi non solo nel momento più importante per la carriera di un ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità. Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre alGurdian aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.
Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalle testate che si occupano di divulgazione scientifica, alcuni quotidiani le hanno almeno dedicato il “minimo sindacale” come Il Corriere della SeraSchekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza»” (poco più che un trafiletto) el’Unità “Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature”“, altri hanno però vistosamente dimenticato di pubblicarla. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale, non una parola sull’autorevole denuncia da parte delle solite testate come Le Scienze,Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focuse Ocasapiens, in genere così attente a difendere la buona scienza scegliendosi però bersagli comodi e banali come i creazionisti della Terra giovane o qualche stravagante di turno.
Il secondo riporta notizie da fonti più che mai ufficiali (come il British Medical Journal) che confermano come le personalità istituzionali del mondo medico che erano legate alle multinazionali del farmaco hanno dato previsioni molto ma molto più allarmistiche sul virus H1N1 (influenza suina) che nel i medici indipendenti. Ma noi in fondo lo sapevamo già, avevamotradotto alcuni quotidiani esteri. Adesso anche  il Corriere della Sera (seppure con un po' di ritardo) si accoda alla denuncia.

Nessuno dei vari responsbaili e corresponsabili di questa truffa miliardaria è mai stato perseguito, con buona pace chi osa ancora dire che "le cospirazioni su scala globale non esistono".

domenica 22 dicembre 2013

Stima della quota con metodo euclideo a cura del fisico Massimo Del Guasta


In questi anni abbiamo elaborato diversi criteri utili per valutare l'altitudine di volo di un aereo che, solo apparentemente, produce scie di condensazione. Ormai non pensiamo sia il caso di approfondire la questione dei parametri fisici necessari alla formazione di contrails che durino da qualche secondo ad un minuto e non lascino traccia, per cui si rimanda ai precedenti articoli che spiegano le diverse metodologie per stimare la quota. In questa occasione indichiamo un ulteriore metodo che non potrà essere screditato o sminuito nella sua effettiva validità, in quanto ci è stato fornito, in modo del tutto inconsapevole, da un noto negazionista del fenomeno "chemtrails". Ci riferiamo al Dottor Massimo Del Guasta (Istituto Fisica applicata C.N.R.), esperto in ottica, elaborazione immagini digitali, fisica dell'atmosfera, elettronica, remote sensing etc. E' una figura che non può certo essere smentita ed il cui semplice metodo euclideo, messo a punto per fornire la quota di quelle che egli definisce "scie comiche", è incontestabile, non solo perché si basa su elementari leggi ottiche, ma pure per il semplice fatto che non è stato elaborato da chi scrive. Quindi ora come si arrabatteranno gli "esperti" del C.I.C.A.P.? Leggiamo, infatti, che cosa scrive il piccolo chimico, Simone Angioni, nello zibaldone negazionista intitolato "COMPLOTTI, BUFALE E LEGGENDE METROPOLITANE":



"Un'argomentazione spesso usata dai complottisti, in quanto aggira i problemi della determinazione delle condizioni atmosferiche, poggia sulla misurazione dell'altezza dei velivoli. Se l'aereo vola i 3000 metri non può lasciare scie di condensa formate da aghi di ghiaccio, perché alle nostre latitudini è estremamente raro, se non impossibile, che ci siano le condizioni necessarie alla loro formazione (le temperature sono troppo alte anche in inverno); perciò, se si riuscisse a dimostrare che i velivoli che rilasciano le scie volano a quote molto basse, si potrebbe dedurre che si tratta di aerei che rilasciano scie chimiche. Ovviamente già in linea di principio sarebbe possibile obiettare che la scia osservata potrebbe essere dovuta alla condensazione di piccole gocce d'acqua, cosa che può avvenire in varie condizioni e a varie altitudini. Ma se si prova ad approfondire l'argomento dell'altezza dei velivoli ci si accorge che i sostenitori del complotto hanno elaborato metodi a dir poco astrusi per determinare tale altezza".

Sorvoliamo sulla sgangherata sintassi adoperata dal Nostro, concentriamoci sul tallone d'Achille degli occultatori: le quote di volo e quindi rincariamo la dose...

Leggiamo qui che cosa osserva il fisico fiorentinoMassimo Del Guasta e traduciamo il tutto in breve, riadattandolo alla situazione attuale, situazione in cui è frequente osservare velivoli civili mentre rilasciano scie chimiche a bassa quota. Essi sono più piccoli del militare KC-135 e sono gli A-319 [1]. Dimostriamo che essi volano effettivamente ad altitudini di molto inferiori a quelle dichiarate e per dimostrare il tutto, useremo il metodo riportato dal Dottor Guasta.

- Un A-319 ha un'apertura alare di circa 30 metri.
- Il vostro dito mignolo è largo circa 1,5 cm, mentre la distanza tra mignolo a braccio teso e l'occhio è a un dipresso di 70 cm.

Con questo sistema siete in gradi di stimare da soli la distanza di uno di questi velivoli:

Stendete il braccio e confrontate la larghezza dell'aereo con la punta del dito.

Se l'aereo vola a 2000 metri di distanza o meno, risulterà largo quanto il mignolo o poco meno; a distanze maggiori sarà più piccolo. La prova sul campo vi dimostrerà che le quote di volo indicate da Flightradar 24 sono sovrastimate in modo deliberato e fraudolento. A questa altitudine ovviamente qualsiasi scia vedrete non sarà da ascriversi al fenomeno della condensazione.

Metodo euclideo messo a punto dal fisico Massimo Del Guasta (Istituto di Fisica applicata C.N.R., Bologna), noto negazionista della Goingegneria clandestina.



E' proprio il caso di dire che un buon metodo non guasta mai...

[1] Il Boeing KC-135 Stratotanker è un'aerocisterna quadrigetto prodotta dall'azienda statunitense Boeing e derivato dal 707, nella seconda parte del XX secolo ed attualmente ancora in servizio in alcune aeronautiche militari mondiali. Questo velivolo è stato impiegato, insieme con i KC-10, per le operazioni di guerra climatica sin dal 1995 ed in Italia è stato osservato sino al 2006, approssimativamente. Il Boeing KC-135 Stratotanker ha un'apertura alare di 39,88 metri ed una lunghezza di 41,53 metri.

L’Airbus A319 è progettato per il volo commerciale ed è, sintetizzando, una versione più corta dell’A320. Esso possiede circa la stessa capacità di carburante del “fratello” A320-200, ma può portare un numero di passeggeri leggermente inferiore (circa 124 divisi in due classi). Insieme all’A320 è l’aereo più popolare dell'“A320 family”. Nel 2003 la compagnia EasyJet ha acquistanto diversi A319 portando il numero di passegeri addirittura a 156. L’Airbus A319 ha apertura alare di 34,10 metri ed una lunghezza di 33,84 metri.
Sponsorizza questo ed altri articoli su FacebookContribuisci ora!

Fonte: http://www.tankerenemy.com/

SITI AMICI

CREDITS

Votaci su Net-Parade.it