lunedì 25 maggio 2015

Studio denuncia che la sinergia tra alluminio e glifosato può indurre patologie della ghiandola pineale e disbiosi intestinale


Traduzione dell’abstract (riassunto) dell’articolo “Aluminum and Glyphosate Can Synergistically Induce Pineal Gland Pathology: Connection to Gut Dysbiosis and Neurological Disease” pubblicato nel 2015 sulla rivista Agricultural Sciences, 6, 42-70. doi: 10.4236/as.2015.61005, scritto da Seneff Stephanie., Swanson Nancy e Li Chen, reperibile on line al linkhttp://www.scirp.org/Journal/PaperInformation.aspx?PaperID=53106#.VVjoA0aERRk

L’articolo si basa su una vasta bibliografia, citando circa 190 cita articoli pubblicati su riviste mediche specialistiche. Una riflessione sulle profonde implicazioni di questa dura realtà verrà pubblicata in un prossimo articolo sul blog scienzamarcia. Approfondimenti su tale argomento sono l’articolo sul glifosato  della dottoressa  Natasha Campbell-McBride, e l'articolo sulla correlazione celiachia-glifosato, che spero di tradurre quanto prima,



Alluminio e glifosato possono sinergicamente indurre una patologia della ghiandola pineale: la connessione con la disbiosi intestinale e le malattie neurologiche 
 
ABSTRACT (riassunto)

Molte malattie neurologiche, incluso l’autismo, la depressione, la demenza, gli stati ansiosi ed il morbo di Parkinson, sono associate con strutture anormali dei cicli del sonno, che sono direttamente legati alla disfunzione della ghiandola pineale. La ghiandola pineale è altamente suscettibile alle tossine ambientali. Due sostanze pervasive nelle moderne nazioni industrializzate sono l’alluminio ed il glifosato, il principio attivo dell’erbicida Roundup©. In questo articolo mostriamo come questi due sostanze tossiche lavorano sinergicamente per indurre danno neurologico. Il glifosato danneggia i batteri [benefici – N.d.T.] dell’intestino, portando ad una proliferazione di Clostridium difficile. Una tossina prodotta da esso, il p-cresol, ha mostrato di essere correlata all’autismo sia da studi sugli uomini che da studi basati su modelli animali (topi). Il p-Cresol aumenta l’assorbimento dell’alluminio per mezzo della transferrina. 

L’anemia, un risultato sia del danneggiamento diretto dell’eme da parte dell’alluminio che del danneggiamento della sintesi dell’eme causato dal glifosato, porta ad ipossia, la quale induce un aumento della sintesi della transferrina da parte della ghiandola pineale. La nascita prematura è associata a stress da ipossia e dal sostanziale aumento del rischio di successivo sviluppo dell’autismo, il che porta a collegare l’ipossia all’autismo. Il glifosato chela l’allumino, permettendo all’alluminio ingerito di sorpassare la barriera intestinale. Questo porta all’ipossia indotta dall’anemia, causando neurotossicità e danneggiando la ghiandola pineale. Sia il glifosato che l’alluminio danneggiano gli enzimi del citocromo P450, che sono coinvolti nel metabolismo della melatonina. Inoltre la melatonina viene prodotta dal triptofano, la cui sintesi nelle piante e nei microbi è bloccata dal glifosato. 

Dimostriamo anche un ruolo plausibile per la vitamina D3 [la cui produzione è carente a causa del danneggiamento degli enzimi del citocromo P450, che inibiscono l'attivazione della vitamina D3 nel fegato – N.d.T. ] nella disbiosi, nel danneggiamento delle funzioni dell’intestino e nella diminuzione della sintesi della serotonina. Questo articolo propone che un diminuito rifornimento di solfato al cervello faccia da mediatore all’azione sinergica dell’alluminio e del glifosato sulla ghiandola pineale ed i nuclei correlati del mesencefalo.

Glifosato, celiachia, intolleranza al glutine

Qui di seguito la traduzione del riassunto (abstract) dell'articolo Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance, scritto da Anthony Samsel e Stephanie Seneff, pubblicato sulla rivista Interdisciplinary Toxicology 2013 Dec; 6(4): 159–184, e reperibile on line al link 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3945755/




Glifosato, sentieri per nuove malattie II: celiachia e intolleranza al glutine 

La celiachia, e più in generale l'intolleranza al glutine, è un problema crescente in tutto il mondo, ma specialmente in Nord America ed in Europa, dove si stima che adesso ne soffra il 5% della popolazione. I sintomi possono includere nausea, diarrea, eruzioni cutanee, anemia macrocitica e depressione. E' una malattia multifattoriale associata a numerose carenze nutritive e problemi riproduttivi, all'aumento del rischio di malattie della tiroide, alla disfunzione renale e al cancro. 

qui proponiamo che il glifosato, lingrediente attivo dell'erbicida Roundup®, sia il più importante fattore causale in questa epidemia. I pesci espopsti al glifosato sviluppano problemi digestivi che ricordano quelli della celiachia. La celiachia è associata con uno squilibrio della flora batterica che può essere pienamente spiegato dagli effetti noti del glifosato sui batteri intestinali.

Le caratteristiche della celiachia fanno puntare in direzione del danneggiamento di molti enzimi del citocroma P450, che sono coinvolti nella disintossicazione dalle tossine ambientali, nell'attivazione della vitamina D3, nella catabolizzazione della vitamina A, nel mantenimento della produzione degli acidi della bile e del rifornimento di solfati all'intestino. E' noto che il glifosato inibisce gli enzimi del citocromo P450. Carenze di ferro, cobalto, molibdeno, rame ed altri metalli in traccia associati alla celiachia possono essere attribuite alla forte abilità del glifosato di chelare questi elementi. Carenze di triptofano, tirosina, metionina, e delenometionica associati con la celiachia corrispondono alla nota azione di esaurimento di questi aminoacidi da parte del glifosato.

I pazienti celiaci hanno un rischio aumentato di sviluppare linfomi non-Hodgkin lymphoma, che sono stati pure implicati nell'esposizione al glifosato. Problemi riproduttivi associati con la celiachia, come l'infertilità, l'aborto spontaneo, ed i difetti congeniti popssono pure essere spiegati dal glifosato. Di recente i residui di glifosato nel grano e nelle altre piante stanno verosimilmente aumentando a causa della crescente pratica di disseccare le piante appena prima della raccolta. Supponiamo che la pratica di “far maturare” la canna da zucchero con il glifosato possa spiegare la recente impennata di disfunzioni renali tra i lavoratori agricoli nell'America centrale. Concludiamo con un appello ai governi a riconsiderare le politiche riguardanti la sicurezza dei residui di glifosato nei cibi.





Per completezza discuto qui anche delle critiche al presente articolo, prendendo come riferimento un articolo di Peter Olins pubblicato su sito che difende gli OGM (https://gmoanswers.com/studies/ultimate-gluten-free-does-glyphosate-cause-celiac-disease-actually-no - fin troppo facile immaginare chi sovvenzioni tale sito). La prima è che chi l’ha scritto non è medico, né tossicologo. Ma è forse proibito leggere articoli scientifici e farsi un’opinione, specie in un mondo in cui tutto ruota intorno al dio danaro e non ci si può fidare più di nessun esperto del settore? Del resto, come mostrato nella precedente traduzione di un articolo della medesima autrice (Stephanie Seneff) essa è stata capace di citare circa 190 pubblicazioni scientifiche a conferma delle sue denunce. Al contrario gli articoli citati per “smontare” il suo lavoro sono appena una manciata.

Ancora più importante è la riflessione sugli autori e sui loro conflitti d’interesse. Stephanie Seneff non sembra legata a nessuna organizzazione che possa “lucrare” sul rispetto dell’agricoltura naturale e delle sementi naturali (l’autore dell’articolo citato riesce a scoprire solo un finanziamento da parte di un’azienda di computer, il che la dice lunga), mentre Peter Olins che viene presentato come “esperto indipendente” è in realtà (basta guardare il suo curriculum sul medesimo sito) una persona che “ha lavorato per la maggior parte della sua carriera nelle industrie farmaceutiche e biotecnologiche”.

Non è un caso che anche uno degli articoli citati da questo biochimico viene da un’altra fonte non troppo poco indipendente. Se l’articolo di S. Seneff punta molto sul fatto che il glifosato danneggi gli enzimi del gruppo detto “citocromo P450”, P. Olins ribatte che questa affermazione basilare verrebbe smentita da una ricerca (http://dmd.aspetjournals.org/content/36/7/1322.full.pdf) il cui autore, come viene specificato in una nota, è affiliato ad una azienda che si occupa anche di biotecnologia (la Amgen, Inc. di Seattle, in procinto di trasferirsi in Massacchussets). La situazione mi ricorda molto le ricerche che dimostrerebbero l’innocuità degli adiuvanti presenti nei vaccini, e che sono state portate avanti da una nota azienda produttrice di vaccini.  
Faccio notare anche che la Amgen sta studiando un rimedio farmaceutico che spera possa portare beneficio ai pazienti celiaci (verrebbe da pensare che la prevenzionedi una malattia non interessa certo a chi vuole vendere farmaci ad essa dedicata).

Ma per capire fino in fondo quanto i conflitti di interesse pesino sulla cosiddetta ricerca scientifica, credo che occorra leggere le dichiarazioni di chi è stato direttore di alcune tra le più prestigiose ricerche scientifiche.

Richard Horton, dirigente di Lancet (una delle riviste mediche peer-reviewed più famose e blasonate) 
“Il caso contro la scienza è semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere semplicemente falsa. Studi inconsistenti,analisi non valide, conflitti  di interesse, oltre all’ossessione di perseguire delle tendenze dubbie, la scienza ha deciso di percorrere una strada buia. “ ( fonte )
Marcia Angell, ex direttrice del New England Medical Journal(NEMJ):
“E’ semplice; non è più possibile credere alla gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio dei medici di fiducia o di linee guida mediche autorevoli. Io non gioisco di questa conclusione, che ho raggiunto lentamente e con riluttanza dopo i miei due decenni come un direttore del New England Journal of Medicine “ ( fonte )
Ritornando agli enzimi del citocromo P450, c'è da tenere conto dello studio del 1988 citato da Seneff, Glyphosate Is an Inhibitor of Plant Cytochrome P450: Functional Expression of Thlaspi arvensae Cytochrome P45071B1/Reductase Fusion Protein in Escherichia coli, di Lamb, D.C., Kelly, D.E., Hanley, S.Z., Mehmood, Z. and Kelly, S.L., pubblicato su Biochemical and Biophysical Research Communications, 244, 110-114.http://dx.doi.org/10.1006/bbrc.1997.7988. Benché lo studio non sia su un soggetto umano, mostra dei danni causati dal glifosato. 

Tra gli altri articoli scientifici che vengono presentati da Peter Olins per screditare l’articolo della Seneff vi sono:

- Un articolo svedese in cui si mostra che il linfoma non Hodgkinsta diminuendo trai pazienti celiaci (forse per la maggiore attenzione alle loro problematiche?); tale citazione non smentisce il fatto che la celiachia predisponga al linfoma. Non si poteva trovare di meglio?

- Un articolo che conferma quanto detto dalla Seneff sull’aumento dei casi di celiachia ma non sull’aumento dei casi di sensibilità al glutine (che sarebbero rimasti costanti). Il che corrisponde appena ad una mezza smentita (sebbene sia solo un aneddoto, ricordo la testimonianza da me tradotta qualche mese fa, di una signora intollerante a latte e glutine che miracolosamente riesce però a mangiare queste due sostanze quando vengono va in vacanza in Bolivia, dove l’agricoltura segue ancora modalità più legate alla tradizione).

Peter Olins concorda con la Seneff sul fatto che il glifosato possa legarsi ad una varietà di metalli, ma afferma che “non viene presentata alcuna prova che questo fatto sia rilevante nelle reali condizioni che si incontrano nel sistema digestivo umano”; questo non è sicuramente un pensiero consolante, in quanto l’unico dubbio che resta è su quanto negativo sia l’effetto. Di certo si può sempre sperare che tale effetto negativo sia minimo, ma già l’agricoltura industriale sta da molti decenni depauperando il suolo di sostanze nutritive essenziali: perché mai dovremmo rischiare di aggiungere danno al danno?

Su un punto mi sento di dare ragione al signor Olins: l’esperimento sui pesci che viene citato  non sembra molto valido, e questo non lo dico solo perché sono contrario alla vivisezione, ma perché non è stata utilizzata una formulazione specifica per l’uso in ambiente acquatico, ma un’altra formulazione specifica per l’uso sulla vegetazione terrestre. Il fatto che quest’ultima contiene un surfattante che non contiene la prima, lascia dei dubbi sul reale responsabili del danno mostrato dal sistema digestivo dei pesci: il glifosato o il surfattante? Tra l’altro i pesci sono stati esposti a livelli davvero massicci di prodotto, cosa che difficilmente si potrebbero verificare (almeno in tempi brevi) utilizzando normalmente il prodotto incriminato. 

domenica 24 maggio 2015

Clamoroso! Il Ministero della Giustizia coordina, finanzia e garantisce l'immunità ai disinformatori




Molti, a ragione, lamentano i numerosi mali della "giustizia" italiana: la lentezza dei processi sia nel civile sia nel penale, l'inefficienza dei tribunali, l'eccessiva discrezionalità delle sentenze... Che cosa si deve, però, pensare, quando si scopre che l'avanguardia della disinformazione, quella più accanita e subdola, trova il suo feudo proprio nel Ministero della "giustizia"? Non è per lo meno paradossale che chi dovrebbe tutelare i cittadini ed incarnare il valore dell'equità è, invece, in prima linea contro la verità e l'informazione indipendente? E' chiaro che qualsiasi iniziativa proveniente da un'istituzione coinvolta in attacchi tanto proditori è priva di qualsiasi efficacia morale e giuridica, con una credibilità pari a zero.

I due video sotto riportati spiegano nei dettagli come il Ministero della Giustizia, attraverso suoi funzionari e dipendenti (in accordo con lamagistratura), opera a danno dei fratelli Marcianò e del Comitato Tanker enemy.

Ringraziamo l'amico Salvo Mandarà per la sua disponibilità nel farci esporre la questione attraverso la sua Web TV "Mi scappa la diretta".





UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili). Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici. Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.

La prestigiosa rivista scientifica “Health freedom news” pubblica un articolo sulla geoingegneria clandestina




La prestigiosa rivista statunitense “Health freedom news” ha recentemente pubblicato un reportage elaborato dall’attivista californiano Dane Wigington. Nell’articolo, intitolato "Engeneering the biosphere, an unfolding cataclysm", è denunciata ed illustrata la geoingegneria clandestina (alias scie chimiche) con le sue molteplici implicazioni. L’autore ha snocciolato i seguenti aspetti: la geoingegneria stratosferica, la distruzione dell'ozonosfera, l’oscuramento globale, il disastroso rilascio di metano, l’acidificazione degli oceani, gli incendi dovuti alle alte concentrazioni di zolfo, le tempeste artificiali, il sistematico avvelenamento dei biomi. 

Il nostro plauso ai responsabili del periodico ed a Dane Wigington per la sua tenacia e passione per la verità, di fronte alle quali risaltano ancora maggiormente la pochezza ed il pretenzioso negazionismo di scartafacci italioti come “Focus”. 







Scrive Wigington nel segnalare la pubblicazione: “Ogni giorno che passa la cortina di segretezza, volta a nascondere il problema dell’ingegneria climatica, è sempre più sollevata. Quando pubblicazioni prestigiose ed affidabili sono finalmente disposte a pubblicare dossier che affrontano la geoingegneria clandestina, significa che stiamo davvero progredendo nella nostra battaglia. ‘Health freedom news’ è una pubblicazione abituata a colpire duramente e ad esporre verità scomode nell’interesse comune. I suoi editori hanno dimostrato coraggio eccezionale ed impegno nei confronti di lettori, abbonati e sostenitori, ospitando l'articolo “Engeneering the biosphere, an unfolding cataclysm”. Ancora una volta esprimo la mia più sincera gratitudine agli editori del periodico per la loro lodevole determinazione nell'affrontare la questione nota anche come ‘ingegneria del clima’”. 

FonteGeoengineeringwatch.org

Il rapporto tra celiachia e disbiosi

Per chi non fosse soddisfatto di quanto viene affermato al riguardo nei libri "Sindrome Psico-intestinale (scritto dalla dottoressa Natasha Campbell-McBride), Intestino sano con la dieta dei carboidrati specifici (scritto dalla biologa Elaine Gotschall), "Management of celiac disease (scritto dal dottor Haas e moglie), ecco alcune informazioni desunte da alcune ricerche recenti, reperibili sul sito pubmed (database governativo statunitense sulle ricerche scientifiche in ambito medico e biologico).

Il primo è  Duodenal-Mucosal Bacteria Associated with Celiac Disease in Children (Batteri della mucosa duodenale associati con la celiachia nei bambini).
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3754165/

Lo studio ha raccolto la microflora del duodeno attraverso la biopsia ed ha scoperto che "la malattia è associata con la proliferazione eccessiva di possibili patogeni che escludono i batteri simbionti o i commensali che sono caratteristici di quello che è il microbiota del piccolo intestino in una condizione di salute". Detto in altre povere viene scoperto che sono diminuiti i batteri simbionti (quelli "amici", che ci aiutano a digerire, ad assorbire il cibo, a difenderci dalle infezioni, che producono vitamine) e sono aumentati quelli patogeni (quelli "cattivi", apportatori di malattie, produttori di tossine). In poche parole questo studio indica la presenza della disbiosi intestinale nei soggetti celiaci.
 

Il secondo è Intestinal dysbiosis and reduced immunoglobulin-coated bacteria associated with coeliac disease in children (Disbiosi intestinale e riduzione dei batteri ricoperti da immunoglobuline associata con la celiachia nei bambini)


A conclusione di questo studio si legge che "nei soggetti celiaci la riduzione i batteri ricoperti di Ig-A è associata con la disbiosi intestinale".


Il terzo è Altered duodenal microbiota composition in celiac disease patients suffering from persistent symptoms on a long-term gluten-free diet (Composizione alterata del microbiota dei pazienti celiaci sofferenti di sintomi persistenti dopo una dieta senza glutine protratta per molto tempo)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25403367
 In questo caso le conclusioni sono che i soggetti celiaci che soffrono ancora di sintomi persistenti dopo un lungo periodo di dieta senza glutine hanno una manifesta disbiosi intestinale.
Il quarto è Non-celiac gluten sensitivity triggers gut dysbiosis, neuroinflammation, gut-brain axis dysfunction, and vulnerability for dementia (Sensibilità al glutine non celiaca innesca la disbiosi, la neuroinfiammazione, la disfunzione dell'asse intestino-cervello, e la vulnerabilità per la demenzia)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25642988

In questo caso si rileva ancora una volta la correlazione tra disbiosi ed intolleranza al glutine (non celiaca, ovvero in assenza di danno ai villi intestinali), anche se, curiosamente, si suppone che sia l'intolleranza la causa scatenante della disbiosi  piuttosto che il contrario. Del resto tutte i sintomi e le patologie che in tale articolo vengono indicate come correlate alla sensibilità al glutine non celiaca (dal mal di testa alla depressione passando per i disturbi dell'apprendimento), sono proprio le stesse che la dottoressa Campbell-McBride indica come manifestazioni  dello squilibro del microbiota intestinale (la disbiosi intestinale per l'appunto).

Riguardo alla celiachia è interessante anche la lettura dell'articolo why everyone with celiac disease needs vitamin d/ (Perchè tutti i celiaci hanno bisogno di vitamina D), articolo corredato da una discreta bibliografia. Non credo sia un caso che la dottoressa Campbell consigli l'integrazione di olio di fegato di merluzzo (ricco in vitamina D e vitamina A) ai soggetti che presentano disbiosi intestinale.

sabato 23 maggio 2015

Abbiamo il nemico in casa!

Figuriamoci se prima o poi non arrivava in Italia il "terrorista marocchino con i barconi degli immigrati".

Era scritto nelle stelle, era scritto sui muri, era scritto fra le righe degli articoli e delle dichiarazioni degli ultimi mesi, era scritto persino sull'oroscopo di Novella 2000. E non solo la cosa si è avverata, ma è successa proprio nel momento in cui Renzi aveva un bisogno estremo di distrarre l'attenzione dalla sua ultima mossa vigliacca, nella quale ha deciso di rimborsare agli italiani solo una parte minima delle pensioni arretrate, e solo "una tantum".

Cosa c'era di meglio, a questo punto, che non un "brividone" nazionale come l'arresto di Touil Abdelmajid?

Un perfetto "Wag the Dog" all'italiana, con tanto di urla e strepiti dei leghisti in Parlamento, i quali aspettavano soltanto una notizia del genere per dare la stura agli ultimi conati di imbecillità programmata.

"Erano mesi che lo dicevamo - strillano i leghisti - che i terroristi arrivano sui barconi. Ora ne abbiamo la certezza!" E la Gelmini starnazza: "Abbiamo il nemico in casa!"

Nel frattempo nessuno si preoccupa del fatto che la madre e i vicini di casa di Abdelmajid sostengano in modo categorico che il giovane si trovasse in Italia il giorno della strage. Ma soprattutto, nessuno si preoccupa della totale mancanza di logica ... 


... nella ricostruzione dei suoi movimenti: soltanto un imbecille patentato che mangia peyote e beve candeggina tutti i giorni rischierebbe la vita su un barcone da emigrante per riuscire ad arrivare in Italia, solo per poi ripartire, un paio di settimane dopo, e tornare proprio nell'Africa da cui era appena scappato.

E poi, come ci sarebbe andato in Tunisia, senza documenti? E come sarebbe tornato la seconda volta in Italia? Con un altro barcone forse? La prima esperienza non gli era bastata? Oppure questa volta ha viaggiato in prima classe, magari con l'Alitalia?

Ma ai nostri giornalisti la mancanza di logica non interessa. Loro sono soltanto delle macchine fotocopiatrici, che sputano dalle dita quello che qualcuno gli ha infilato nelle orecchie.

E intanto il nostro caro Renzi questa sera dorme tranquillo.

Massimo Mazzucco
Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4720

David Cameron ci riprova

di Riccardo Pizzirani

Già nello scorso ottobre il premier inglese Cameron si era distinto durante una conferenza <1> nell’etichettare coloro che non credono nella versione ufficiale del 9/11 e del 7/7 come “estremisti non-violenti”, equiparandoli anche ai nazisti, ai membri del ku-klux-klan e ad altri estremisti “che fanno proselitismo nelle scuole e nelle università”.

E proprio l'altro ieri, fresco di una vittoria elettorale che con solo il 36,8% lo porta ad avere la maggioranza assoluta in parlamento (non è fantastica la repubblica?), Cameron ha affermato <2> che “per troppo tempo la Gran Bretagna è stata una società passivamente tollerante, dicendo ai propri cittadini: fintanto che obbedite alla legge noi vi lasceremo in pace. Questo spesso ha significato che siamo dovuti restare neutrali tra diversi valori. E questo ha aiutato ad incrementare una narrativa di estremismo e di lamentela. Ora il governo volterà pagina in modo conclusivo su questo approccio fallimentare. Questo significa promuovere attivamente certi valori

In realtà le norme sembrano puntare proprio all’opposto: cioè ad evitare che determinati - altri - valori vengano condivisi. [...]

Le nuove norme proposte dal premier permetteranno di:

1) Ritirare il passaporto ai cittadini per 2 anni basandosi anche solo su sospetti non provati di affiliazioni terroristiche;

2) Estendere i poteri dell’Ofcom, l’organo di vigilanza televisivo inglese, nel prendere provvedimenti contro i canali televisivi che trasmettono programmi con contenuti estremisti ;

3) Estendere i poteri della Commissione Carità, per congelare i fondi alle assiciazioni caritatevoli che hanno legami con gli estremisti;.

4) Obbligare determinati cittadini a sottoporre in anticipo alle forze di polizia il testo scritto di tutti i loro tweet e post su facebook, non potendoli più pubblicare se non previa autorizzazione;

Le motivazioni, ovviamente, sono le solite: il segretario degli interni Theresa May ha detto alla BBC  che “stiamo parlando dell’estremismo di tutti i tipi, che sta cercando di promuovere l’odio, che sta cercando di dividere la società, che va a minare i valori che ci rendono questa grande società pluralistica”.

Il segretario ha anche insistito che “nessuno sta mettendo in dubbio la possibilità che visioni differenti non possano essere espresse” ma ha detto che quello che sarà bandito è “il predicare l’estremismo, il messaggio di intolleranza che può portare ad un percorso di radicalismo”.

E già alcuni mesi fa il segretario aveva addirittura affermato che “la minaccia posta dall’ISIS alla Gran Bretagna è maggiore di qualsiasi momento prima o dopo il 9/11”. Secondo il Telegraph i suoi commenti hanno suggerito “che il governo inglese vede l’ISIS come una minaccia più grande di quella dell’IRA degli anni 80 o di Al-Quaeda negli anni 2000, anche in assenza di attacchi dell’ISIS avvenuti sul suolo inglese”.

Il segretario ha quindi confermato che queste norme sono solo le prime di un pacchetto di iniziative che il governo ha in programma.

E con una nota degna nondimeno di George Orwell, il premier Cameron ha poi concluso la conferenza ricordando quali sono i valori che hanno ispirato questo programma:

Libertà di parola. Libertà di culto. Democrazia. Il dominio della legge. Uguali diritti a dispetto di razza, genere o sessualità.

Noi dobbiamo dire ai nostri cittadini: questo è ciò che ci definisce come società”

Niente da dire, imporre la censura per difendere la libertà di parola era una vetta a cui nessuno finora si era spinto.

Riccardo Pizzirani (Sertes)

PS: Come vedete dalle varie note, le informazioni erano spezzettate e sparse su un certo numero di pubblicazioni: rimettendo tutto assieme, il quadro che ne appare non è certo rassicurante.

<1>Luogocomune.net

<2>The Independent

<3>Telegraph

<4> Financial Times

<5> The Guardian

***

Un articolo sullo stesso argomento di Paul Joseph Watson (in italiano) .

Israele, grande stato democratico

Durante una manifestazione in Israele, un giovane ebreo americano ha espresso la sua opinione sulla questione palestinese. Guardate cosa è successo.

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